Movida, nuova ordinanza in cinque Municipalità: stop all’asporto di alcol da mezzanotte ma locali aperti il sabato fino alle 3

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Manfredi firma l'ordinanza sulla movida
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NAPOLI – Niente alcol a partire da mezzanotte. La nuova ordinanza sulla movida estende le regole sugli orari a zone di Chiaia, centro storico (seconda e terza Municipalità), Vomero e Bagnoli-Fuorigrotta. Il provvedimento, firmato il 13 ottobre, sarà in vigore dal 16 ottobre al 16 novembre e coinvolgerà bar e locali, negozi di vicinato, attività artigianali che preparano cibi e bevande da asporto e distributori automatici. Il Comune interviene così su un fenomeno che da mesi alimenta lo scontro tra diritto al riposo dei residenti e libertà di impresa, dopo le proteste dei commercianti contro le precedenti strette.

Ordinanza movida, orari e zone interessate

Nelle aree interessate sarà vietata dalle 24 alle 6 la vendita e la somministrazione per asporto di bevande alcoliche. Gli esercizi dovranno chiudere all’una dalla domenica al giovedì, alle 2 il venerdì e alle 3 il sabato. Orari ancora troppo estesi secondo i residenti. Non è prevista mezz’ora aggiuntiva per riordino e pulizia. I perimetri allegati all’ordinanza comprendono il quadrilatero dei Baretti di Chiaia, i Quartieri Spagnoli, il Centro storico antico, aree del Vomero e la fascia di Bagnoli-Fuorigrotta; altre strade sono indicate separatamente nel provvedimento.

La misura arriva dopo la delibera di indirizzo del Consiglio comunale del 6 luglio e una fase di consultazione aperta a residenti, comitati e attività economiche. L’ordinanza elenca sedici osservazioni e dà conto delle posizioni contrapposte. I residenti chiedevano limiti più incisivi contro rumori e aggregazioni; gli esercenti, secondo quanto riportato nel testo, proponevano di sostituire il divieto di asporto con l’obbligo di usare contenitori non in vetro, consentire orari più ampi nel fine settimana ed escludere i locali al chiuso con adeguati requisiti acustici.

Come cambiano le regole, le reazioni

Le istanze dei commercianti sono state ascoltate, ma accolte solo in parte. Il Comune respinge le deroghe per i locali al chiuso, per le attività artigianali e per gli esercizi con una determinata superficie interna. La motivazione è che il disturbo dipenderebbe soprattutto dagli assembramenti e dal rumore dei clienti all’esterno; le eccezioni, secondo l’amministrazione, complicherebbero i controlli e renderebbero meno efficace la misura.

Alcune regole sono tuttavia meno restrittive di quelle introdotte in precedenza: il divieto di asporto scatta a mezzanotte e riguarda soltanto gli alcolici, non tutte le bevande. Il sabato i locali possono restare aperti fino alle 3. Da mezzanotte, però, potranno vendere solo analcolici. La prima ordinanza che fece infuriare Confesercenti, quella per via Cisterna dell’Olio e le strade vicine, vietava invece dalle 22 alle 6 l’asporto di alcolici e analcolici. L’associazione contestò allora i danni per le attività e chiese un confronto con residenti e Comune.

Il nodo di piazza Bellini

Un nodo specifico riguarda piazza Bellini. La relativa ordinanza, adottata sulla base di monitoraggi ARPAC e pronunce del Tribunale di Napoli, resta in vigore fino al 29 novembre. La planimetria 3 della nuova ordinanza ricomprende l’area del Centro storico antico, compresa quella di piazza Bellini e via Bellini: tra il 16 ottobre e il 16 novembre, quindi, i due provvedimenti insistono sulla stessa zona.

Le prescrizioni, però, non coincidono. L’ordinanza di luglio vieta l’asporto di alcolici e analcolici dalle 22.30 e prevede mezz’ora aggiuntiva per chiusura e pulizia; quella nuova limita dalle 24 soltanto l’asporto di alcolici e non concede tolleranze. Cambiano anche gli orari di chiusura: per Bellini il limite è l’una dalla domenica al giovedì e le 2 il venerdì e il sabato, più i 30 minuti per le operazioni finali; la nuova ordinanza fissa l’una nei giorni feriali, le 2 il venerdì e le 3 il sabato. Il testo generale non chiarisce se la disciplina di luglio venga sostituita o integrata. Il Comune dovrà precisare quale regime applicare agli esercenti di quell’area.

Le sanzioni

La scelta politica è dunque di estendere a cinque Municipalità la disciplina, con l’obiettivo di rendere le misure uniformi in tutta la città.

Le violazioni saranno punite con sanzioni da 25 a 500 euro; in caso di reiterazione è prevista la sospensione dell’attività da uno a 30 giorni e, successivamente, la revoca del titolo. La misura durerà un mese, al termine del quale il Comune potrà rinnovarla o modificarla. Resta da capire con quali indicatori verrà giudicata efficace e se il confronto con gli esercenti porterà anche a soluzioni alternative, oltre alla rimodulazione degli orari.

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