Il Como si prepara ad affrontare il Feyenoord per la sua seconda partita nella fase a gironi della Champions League. In vista dell’importante impegno europeo, l’allenatore Cesc Fabregas è intervenuto in conferenza stampa, toccando diversi argomenti cruciali per il momento della squadra.
Un tema centrale ha riguardato la gestione di Nico Paz, finito al centro di un dibattito mediatico per un presunto calo di rendimento in fase realizzativa rispetto alla scorsa stagione. L’allenatore ha preso le difese del suo giocatore con parole chiare, smontando le critiche basate unicamente sui numeri. “Nico Paz ha fatto delle belle partite”, ha esordito Fabregas, “ovviamente è sempre giudicato per fare gol e assist, però contro la Roma le tre azioni più nitide per noi le ha avute lui”.
Il tecnico ha poi allargato la prospettiva, invitando a considerare il percorso del giovane talento nel suo complesso. “È un giocatore determinante, forte, che continua a crescere. Per lui è solo la sua terza stagione da professionista, e ha fatto oltre 30mila chilometri per gli impegni con la nazionale”. Fabregas ha quindi ribadito la sua tranquillità sulla situazione: “È un processo, non mi preoccupa. A volte ci sono alti e bassi, ma io lo vedo sempre molto bene e per me la cosa più importante è vedere che ha voglia di crescere”.
La conferenza è stata anche l’occasione per riflettere sull’esordio assoluto del club nella massima competizione europea, una sfida che l’allenatore ha ammesso di affrontare con entusiasmo e umiltà. “Come gestire l’impegno in Champions? La cosa bella è che non lo so, è la prima volta che la facciamo. Per tanti è stato l’esordio, è bello che sia una crescita costante della società”.
L’allenatore ha sottolineato come l’obiettivo sia trasformare questa esperienza da un’aspirazione a una consuetudine. “Noi sappiamo che saremo giudicati per il risultato, ma per noi è un sogno che piano piano deve diventare una realtà. Per noi è un processo, quello che fai all’inizio non è lo stesso che farai dopo cinque anni”. Questa visione a lungo termine rappresenta un pilastro della sua filosofia.
Non è mancato un momento più personale, in cui Fabregas ha rievocato la sua straordinaria carriera da calciatore e il trofeo più desiderato, mai conquistato. “La Champions mi manca. A me è l’unica cosa che mi manca da giocatore, ma il passato è fatto di ricordi e faccio l’allenatore ora, che è bellissimo”.
In chiusura, il tecnico ha ribadito la fiducia nel suo gruppo e la volontà di proseguire sulla strada intrapresa, senza farsi travolgere dalle aspettative esterne. “Voglio dare una chance a tutti, perché mi fanno godere in allenamento e anche in partita, come quando andavamo a lottare contro il Milan a San Siro o a vincere contro l’Atalanta”. Ha concluso con un messaggio di calma e determinazione: “Siamo solo all’inizio, sono orgoglioso del fatto che pensino che siamo ad un livello più alto, ma io sono tranquillo di dover continuare il nostro percorso”.








