Alla vigilia della partita di Champions League tra Roma e Real Madrid, che ha segnato il ritorno di José Mourinho allo Stadio Olimpico, il tecnico portoghese ha parlato in conferenza stampa. L’allenatore ha condiviso le sue emozioni per un’occasione che ha definito un’opportunità per risentire l’amore della gente.
Ha spiegato che sarebbe stato diverso venire a Roma da nemico, sottolineando come durante i novanta minuti i tifosi sosterranno la loro squadra e lui sarà concentrato solo sul Real Madrid. Nonostante l’assenza di inimicizia, la rivalità sportiva prenderà il sopravvento in campo. Ha aggiunto che, se prima del fischio d’inizio i tifosi vorranno salutarlo in modo speciale, lui ricambierà con affetto il saluto ai romanisti.
Lo Special One ha confessato che cercherà di controllare le proprie emozioni, pur ammettendo che potrebbe non riuscirci. Alla fine, ha ribadito, in quei novanta minuti la volontà di vincere sarà l’unica cosa a contare per entrambe le parti e l’affetto verrà messo da parte.
Riguardo all’avversario, ha espresso grande rispetto per il collega della Roma, definendolo un tecnico importante del calcio italiano che sta svolgendo un lavoro significativo. Ha assicurato che il Real Madrid si è preparato sui principi di gioco basilari mostrati dai giallorossi in tutte le partite, ma è pronto anche a reagire a eventuali sorprese tattiche. “Sanno che quelli con la maglietta bianca non sono una squadra facile”, ha commentato.
Il tecnico dei blancos ha poi analizzato il livello del calcio italiano, affermando di aver affrontato le due squadre più forti del campionato nelle prime giornate: prima l’Inter e poi la Roma. Ha descritto la formazione capitolina come una squadra forte e motivata dal ritorno in Champions League, spinta da un pubblico che “gioca le partite” insieme ai calciatori.
“Senza dubbio Roma e Inter sono le più forti del campionato”, ha insistito, spiegando di averle studiate a fondo. Ha quindi rassicurato sulla sua preparazione personale: “Sto bene, sono solido, senza dubbi che nei 90 minuti darò il massimo. Magari prima o dopo mi toccherà il cuore”.
Infine, ha riflettuto sul suo legame con l’ambiente romanista, ricordando i successi europei ottenuti insieme: una coppa vinta e una seconda finale raggiunta. “Non nascondo che i romanisti sono speciali, mi hanno trattato bene ovunque, ma questa gente è speciale”, ha concluso, ribadendo che gli interessi del club vengono sempre prima dei suoi sentimenti personali.


