La tensione tra il Real Madrid e la presidenza della Liga ha raggiunto un nuovo apice. Alla vigilia della sfida di campionato contro il Siviglia, l’allenatore José Mourinho ha risposto con parole durissime a Javier Tebas, numero uno del calcio spagnolo.
La polemica è esplosa in seguito a un’intervista rilasciata da Tebas il 22 settembre, in cui ha tracciato un parallelo molto controverso. Il presidente della Liga ha paragonato le strategie di comunicazione del club madrileno, veicolate da alcuni organi di stampa, ai metodi di propaganda del ministro nazista Joseph Goebbels.
“Sta diventando difficile distinguere i vostri articoli da una dichiarazione della dirigenza del Real Madrid”, ha affermato Tebas rivolgendosi a un giornalista di ‘El Debate’. “Questo metodo ricorda i meccanismi di propaganda sfruttati da Goebbels: ripetizione sistematica, costruzione di un nemico e subordinazione dei fatti alla narrazione”. Il presidente ha poi provato a specificare che il suo paragone riguardava le tecniche e non l’ideologia.
Le sue dichiarazioni sono arrivate a due giorni dal derby di Madrid, perso per 2-1 dai Blancos contro l’Atletico. Al termine di quella partita, caratterizzata da un’atmosfera infuocata, Mourinho aveva protestato veementemente per le decisioni arbitrali, alimentando un clima già teso.
Nel mirino del tecnico erano finite l’espulsione diretta di Huijsen e, soprattutto, le mancate sanzioni per due interventi molto duri di Romero e Kang-in Lee ai danni di Jude Bellingham e Federico Valverde. Secondo l’allenatore, entrambi gli episodi meritavano il cartellino rosso e hanno condizionato l’esito della gara.
La replica di Mourinho non si è fatta attendere e ha avuto toni gelidi e definitivi durante la conferenza stampa. “Tebas? Non voglio parlare di questo, ci sono dei limiti”, ha esordito il tecnico portoghese, mostrando tutta la sua irritazione per l’accaduto.
Ha poi aggiunto la frase che ha chiuso ogni possibilità di dialogo immediato: “Si possono accettare delle scuse solo se si tratta di un caso clinico; altrimenti, non ci sono scuse”. Una dichiarazione che non lascia spazio a interpretazioni e che alza ulteriormente il livello dello scontro istituzionale.
Pur essendo visibilmente contrariato, l’allenatore ha scelto di non approfondire ulteriormente il tema per una ragione strategica. “Il madridismo sa bene cosa ha davanti. Per il prestigio che la Liga ha all’estero e perché siamo gli attuali campioni del mondo, è meglio cercare di tenere tutto qui e fare in modo che non esca fuori”.
Questa presa di posizione ha di fatto congelato i rapporti tra il club e il presidente della Liga. La frattura appare profonda e le parole di Mourinho suggeriscono che, almeno per il momento, non ci saranno tentativi di ricucire lo strappo, lasciando presagire un futuro di rapporti istituzionali molto complessi.




