L’Inter Primavera ha mostrato una tendenza preoccupante in questa stagione: quella di iniziare le partite con il freno a mano tirato. Contro il Bologna si è registrata la sesta occasione in cui la squadra è andata in svantaggio, la quarta nel solo campionato. Se in ambito nazionale i giovani nerazzurri sono quasi sempre riusciti a ribaltare il risultato, dimostrando carattere e qualità, lo stesso non è accaduto nelle due sfide di Youth League, dove l’aumento del livello tecnico degli avversari ha reso le rimonte un’eccezione e non più la regola.
In questo scenario già complesso, la prestazione offerta nel primo tempo allo stadio Dall’Ara ha rappresentato la classica goccia che ha fatto traboccare il vaso. La squadra è apparsa in balìa degli avversari, subendo il gioco del Bologna e mostrando un atteggiamento apatico e poco combattivo. I primi quarantacinque minuti sono stati un monologo di errori e mancanza di concentrazione, culminati con il meritato svantaggio.
È stato durante l’intervallo che Cristian Chivu ha deciso di intervenire in modo plateale. Le pareti dello spogliatoio ospite hanno letteralmente tremato sotto la veemenza della sua sfuriata, descritta come la più turbolenta da quando il tecnico romeno siede sulla panchina della Primavera. L’episodio ha superato per intensità persino la celebre ramanzina seguita alla sconfitta per 4-3 contro la Juventus nella passata stagione. Chivu, furioso, non ha risparmiato nessuno, rimproverando ai suoi giocatori una prestazione inaccettabile. Ha perso la voce a furia di urlare, cercando di scuotere le coscienze di un gruppo che sembrava smarrito.
L’effetto è stato immediato e travolgente. Al rientro in campo si è vista un’altra Inter. La squadra, trasformata, ha aggredito la partita con il piglio delle grandi, mettendo in campo un’intensità e una determinazione che erano totalmente mancate nella prima frazione di gioco. I giovani nerazzurri hanno alzato il ritmo, recuperato palloni e costruito azioni offensive con fluidità e convinzione, ribaltando completamente il punteggio fino al 3-1 finale.
Al termine della partita, con il tecnico rimasto senza voce, è stato il suo vice, Aleksandar Kolarov, a presentarsi ai microfoni. “Non vedrei così negativo neanche il primo tempo, l’approccio non è stato sbagliatissimo”, ha ammesso con un tono più diplomatico. “Abbiamo fatto un errore, ma la squadra si sta applicando e sa cosa deve fare: avrei firmato prima per vincere 3-1”.
Kolarov ha poi aggiunto: “I nostri giocatori sanno quanto sono forti, ma esiste anche l’avversario. Stavolta abbiamo alzato l’intensità nel secondo tempo e fatto un grande calcio, la differenza è tutta là”. Le sue parole hanno anche toccato il tema delle difficoltà europee, sottolineando l’impegno per essere più aggressivi e la consapevolezza di avere ancora tempo per recuperare. La vittoria contro il Bologna ha portato tre punti fondamentali, ma ha soprattutto acceso un faro sulla necessità di trovare continuità mentale sin dal fischio d’inizio.





