Il rapporto tra Daniele Orsato e il mondo del calcio italiano ha mostrato segni di rottura. La sensazione che il rinnovamento portasse aria nuova sta lasciando spazio alla consapevolezza che molti cambiamenti siano stati dovuti alle nuove regole volute dall’IFAB piuttosto che all’approccio del nuovo designatore, noto per essere scettico verso la tecnologia VAR.
Diverse criticità sono emerse con forza. La Fiorentina e l’Atalanta hanno protestato per le direzioni di gara nelle recenti partite perse rispettivamente contro Como e Milan, mettendo in luce decisioni arbitrali molto discutibili. Le prestazioni dei direttori di gara Chiffi e Di Bello, in particolare, sono finite sotto la lente d’ingrandimento.
Sarebbe clamoroso se il designatore non prendesse provvedimenti, viste le performance negative. Nonostante due on-field review e una gestione discutibile di un’imprecazione di Rabiot, Chiffi ha ricevuto una valutazione positiva (8,5) dall’organo tecnico, un giudizio interpretato come un segnale di fedeltà a Orsato. Questo punteggio indica una “prestazione di valore”.
Anche Di Bello sarebbe stato valutato positivamente per la direzione di Fiorentina-Como. Queste promozioni hanno sollevato forti dubbi sui criteri di giudizio interni all’associazione e sulla reale volontà di sanzionare gli errori evidenti.
Parallelamente, è scoppiato un altro caso che rischia di aprire una battaglia su più fronti. In passato, la nomina di Andrea De Marco come coordinatore dei rapporti con i club era stata lasciata alla FIGC. Ora questo ruolo è tornato a far gola all’AIA, con Orsato che vorrebbe imporre l’amico Abbattista, figura nota per essere stata tra i principali accusatori nel caso che ha coinvolto Rocchi, poi assolto.
Questa soluzione non ha convinto nessuno. La Lega Serie A ha quindi indetto un sondaggio a tre, e De Marco si è confermato come il nome preferito, superando Stefani e lo stesso Abbattista, che ha ricevuto zero voti. Il risultato del sondaggio ha creato un paradosso istituzionale.
Pur percependo lo stipendio, De Marco non è ancora riuscito a iniziare il suo lavoro di coordinatore. Il gruppo di vertice dell’AIA e della CAN, guidato da Orsato, non lo riconosce come una figura di riferimento, bloccandone di fatto l’operatività tra l’imbarazzo delle società. La Lega Calcio ha proposto come alternativa il nome di Messina, ma la sua attuale posizione di direttore tecnico aprirebbe a un potenziale conflitto di interessi.
Per la FIGC, il coordinatore legittimo resta De Marco. La morale è che il sistema arbitrale, i club e la stessa federazione si trovano in una situazione di stallo, bloccati dalle dinamiche di potere interne al mondo dei direttori di gara.




