La sfida di Champions League tra Como e Manchester United segnerà un incrocio speciale. Carlalberto Ludi, direttore sportivo lariano, e Bruno Fernandes, capitano dei Red Devils, si ritroveranno da avversari dopo aver giocato insieme nel Novara, in Serie B, nella stagione 2012-13.
All’epoca Ludi era un difensore esperto, uno dei leader di una squadra che sfiorò la Serie A. Fernandes, invece, era un giovane talento arrivato per 40 mila euro grazie all’intuizione di uno scout. Nonostante le sue doti tecniche, ha dovuto adattarsi a un campionato duro come la Serie B, dove ogni palla persa poteva costare cara.
A Ludi toccò spesso il compito di “catechizzare” il giovane compagno. Una volta lo rimproverò perché rimaneva isolato nella sua stanza fino a poco prima degli allenamenti. La risposta del portoghese rivelò la sua umiltà: “Lo faccio per rispetto, voi siete grandi giocatori e io un ragazzino, voglio lasciarvi la vostra privacy”.
Da allora, la carriera del centrocampista è decollata. Dopo il Novara, ha vestito le maglie di Udinese e Sampdoria in Serie A, per poi esplodere con lo Sporting in Portogallo. Il trasferimento al Manchester United lo ha consacrato come leader e top player internazionale, facendogli vincere trofei nazionali in Inghilterra e una Nations League con il Portogallo.
Anche Ludi ha compiuto una scalata notevole. Dopo il ritiro dal calcio giocato nel 2016, ha iniziato il suo percorso dirigenziale a Novara. È arrivato al Como nel 2019, quando la squadra era in Serie C, e da direttore sportivo ha guidato il club fino alla storica promozione in Serie A e alla successiva qualificazione in Champions League.
“Speravo di incrociare ancora Bruno, farlo in Champions rende tutto più magico”, ha raccontato Ludi. “È un ragazzo umile ma consapevole, un amico come pochi”. Il ds ha ricordato anche la sua personalità fin dagli esordi: “In una delle sue prime partite entrò a Lanciano e, sotto di un gol, provò un tiro da 30 metri. Non prese la porta, ma quel gesto dimostrava già carattere”.
Il loro incontro a Como, con la musica della Champions in sottofondo, sarà il simbolo di due percorsi straordinari. Un’amicizia che si rinnoverà prima del fischio d’inizio, quando per novanta minuti conterà solo il risultato.






