Inter, le scelte di Chivu per la sfida allo Shakhtar

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Cronache Mercato
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L’Inter si è presentata per la terza giornata della League Phase di Champions League con le spalle al muro. A San Siro, contro lo Shakhtar Donetsk, la squadra di Cristian Chivu è stata chiamata a una reazione d’orgoglio per non compromettere del tutto il suo cammino europeo. Le due sconfitte iniziali contro Real Madrid e Bruges hanno lasciato i nerazzurri a zero punti, rendendo la sfida contro gli ucraini un vero e proprio spareggio anticipato.

L’obiettivo di centrare uno dei primi otto posti, che garantisce l’accesso diretto alla fase a eliminazione diretta, appariva complicato ma non ancora impossibile. Per continuare a sperare, l’unica opzione a disposizione era la vittoria. La pressione sul tecnico e sui giocatori è stata palpabile nelle ore precedenti all’incontro, con la consapevolezza di non poter più commettere passi falsi.

Di umore decisamente più sereno si è presentato lo Shakhtar Donetsk, guidato in panchina da Arda Turan. Gli ucraini sono arrivati a Milano forti dei quattro punti conquistati nelle prime due uscite, frutto di un pareggio e una vittoria che li hanno proiettati nelle zone alte della classifica. La loro posizione ha permesso di affrontare la trasferta con maggiore tranquillità, ma con la determinazione di chi vuole chiudere il discorso qualificazione il prima possibile.

Per questa partita cruciale, Cristian Chivu ha confermato il collaudato modulo 3-5-2, ma ha introdotto alcune novità significative. Tra i pali è stato schierato Josep Martínez, protetto dal terzetto difensivo composto da Akanji, Bastoni e Carlos Augusto. Sulle fasce, la vera sorpresa è stata la presenza dal primo minuto di Spence sulla destra, con Dimarco a presidiare la corsia opposta.

A centrocampo, il tecnico si è affidato alla qualità e all’esperienza del trio formato da Barella, dal regista Calhanoglu e dal giovane talento Sucic, chiamato a dare dinamismo. Le scelte più audaci sono arrivate però in attacco, dove è stata schierata l’inedita coppia formata da Bonny e Thuram. Questa decisione ha comportato l’esclusione dall’undici titolare di Pio Esposito, che si è accomodato in panchina.

Dall’altra parte, Arda Turan ha risposto con un solido 4-1-4-1, un sistema di gioco pensato per garantire equilibrio e ripartenze veloci. A difesa della porta di Riznyk, la linea a quattro ha visto Vinícius Tobias e Pedro Henrique come terzini, con Bondar e Matviyenko al centro. Il ruolo di schermo davanti alla difesa è stato affidato a Ocheretko, chiamato a un compito di grande sacrificio tattico.

La linea di quattro a centrocampo, vero motore della squadra, è stata composta da Alisson Santana, Pedrinho, Marlon Gomes e Mendoza, con il compito di innescare l’unica punta Kauã Elias. La panchina degli ucraini ha offerto alternative di qualità come l’esperto Traore e il veloce Newerton, pronti a subentrare a gara in corso. La direzione dell’incontro è stata affidata all’arbitro tedesco Osmers, con calcio d’inizio previsto per le ore 21:00.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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