Spalletti contro Di Francesco: storia di una rivalità

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Cronache sport calcio
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Il rapporto professionale tra Luciano Spalletti ed Eusebio Di Francesco è una storia complessa, che affonda le radici in un passato comune per poi svilupparsi tra incroci polemici e una rivalità mai sopita. Un percorso che ha messo di fronte due allenatori dalla forte personalità.

Tutto è iniziato nei primi anni Novanta a Empoli, comune denominatore delle loro carriere. Di Francesco vi ha mosso i primi passi da calciatore tra il 1987 e il 1991, anno in cui è arrivato Spalletti per concludere la sua carriera in campo. Proprio in Toscana, Luciano ha poi iniziato il suo percorso da allenatore, trasformando quella piazza nel laboratorio del suo primo miracolo tattico e guidando la squadra dalla Serie C1 alla A. Un imprinting comune, basato sulla cultura del lavoro e una ricerca ossessiva del gioco offensivo.

Il primo incrocio diretto è avvenuto nella stagione 2005-06. Spalletti si è seduto per la prima volta sulla panchina della Roma, portando una rivoluzione tattica, mentre Di Francesco, appena ritiratosi, è rientrato nella Capitale come team manager. Le cronache dell’epoca descrivono un rapporto cordiale ma rigidamente gerarchico. L’ex centrocampista svolgeva le sue mansioni organizzative con umiltà, in un apprendistato silenzioso da cui ha osservato da vicino i metodi di quello che sarebbe diventato un suo rivale.

La vera frattura si è consumata nella primavera del 2017. Spalletti era logorato dal difficile finale di stagione alla Roma, segnato dalla gestione degli ultimi mesi di carriera di Francesco Totti. Nel frattempo, Di Francesco stava ottenendo risultati straordinari con il Sassuolo ed era stato individuato dalla dirigenza giallorossa come successore. A marzo, Spalletti ha lanciato una provocazione: “Ho letto che Di Francesco si è offerto alla Roma”. La replica del tecnico abruzzese è stata immediata e piccata, negando di essersi mai proposto a un club.

Poche settimane dopo è avvenuto il passaggio di consegne, ma la tensione è rimasta palpabile, riversandosi anche sul caso Totti. “Con Eusebio avrei terminato la carriera in un altro modo”, ha dichiarato in seguito l’ex capitano, che ha poi affiancato Di Francesco come dirigente. Il duello verbale tra i due allenatori non si è placato con il trasferimento di Spalletti all’Inter, anzi si è amplificato con frecciate a distanza.

Quando Di Francesco si è lamentato di una sconfitta subita con “mezzo tiro in porta”, la replica di Spalletti è stata gelida: “La Roma gli anni scorsi lottava per lo Scudetto, era più in alto”. Un continuo punzecchiarsi che ha sempre riflesso la forte personalità di entrambi, incapaci di nascondersi dietro ai cliché del calcio.

Sul campo, tuttavia, il verdetto è sempre stato netto. Di Francesco ha affrontato le squadre di Spalletti in otto occasioni ufficiali senza mai riuscire a vincere: il bilancio parla di cinque vittorie per il tecnico di Certaldo e tre pareggi. Nonostante le frizioni, resta però un innegabile filo conduttore filosofico. Entrambi hanno condiviso un’idea di calcio verticale e coraggioso, e hanno conosciuto la bellezza e la crudeltà della piazza romana, capace di esaltare e affossare con la stessa rapidità.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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