Il Milan ha ottenuto una vittoria fondamentale in trasferta contro l’Udinese, un 2-0 che ha portato ossigeno e tre punti preziosi in un momento di grande difficoltà. L’emergenza infortuni, con diversi giocatori indisponibili, sta mettendo a dura prova la rosa rossonera. Sulla situazione è intervenuto Fabio Capello, che in una recente intervista ha offerto la sua analisi sulla gestione della squadra.
L’ex allenatore ha sottolineato l’importanza del successo, definendolo cruciale proprio alla luce delle numerose assenze. Ha evidenziato come gli infortuni siano diventati un fattore determinante per molte squadre di vertice, ma ha anche lodato la capacità di reazione del club. Secondo Capello, le rose moderne, più ampie rispetto al passato, e la possibilità di effettuare cinque sostituzioni rappresentano strumenti vitali per gli allenatori che devono navigare queste difficoltà.
Il punto centrale dell’analisi di Capello si è concentrato sulla gestione tecnica di Ruben Amorim, in particolare sulla sorprendente mossa di schierare il giovane Davide Bartesaghi come esterno alto di centrocampo. Nato come terzino sinistro, il classe 2005 è stato avanzato in una posizione più offensiva per sopperire alle assenze e dare nuova linfa alla manovra.
‘Mi piace quando un allenatore fa l’allenatore’, ha dichiarato Capello, elogiando l’audacia della scelta. ‘Se Amorim, lavorando quotidianamente con Bartesaghi a Milanello, ha intravisto in lui le qualità per interpretare quel ruolo, ha fatto benissimo a dargli fiducia’. Questa mossa, secondo l’ex tecnico, non è un semplice ripiego, ma il frutto di un’osservazione attenta e della capacità di valorizzare al massimo il potenziale di ogni giocatore a disposizione.
Capello ha poi allargato il suo ragionamento, spiegando come le grandi intuizioni tattiche nascano proprio da queste situazioni. Un tecnico moderno deve saper leggere le caratteristiche dei suoi giocatori e, all’occorrenza, reinventarli in ruoli inaspettati per il bene della squadra. Ha citato come esempio la trasformazione di Philipp Lahm da terzino a centrocampista sotto la guida di Pep Guardiola al Bayern Monaco, una mossa che ha cambiato la carriera del giocatore e le sorti della squadra.
Questi esperimenti, se ben preparati durante la settimana, dimostrano la proattività di un allenatore e la sua visione a lungo termine. Non si tratta di improvvisazione, ma di una programmazione mirata a creare nuove soluzioni tattiche e a far crescere i talenti del proprio vivaio, trasformando un’emergenza in un’opportunità di sviluppo.
Lo sguardo si è poi spostato sul prossimo, attesissimo appuntamento: il derby contro l’Inter. Una partita che, secondo Capello, potrebbe rappresentare uno snodo cruciale per la stagione di entrambe le squadre, pur con un campionato ancora lungo da disputare. ‘Ho la sensazione che possa essere uno dei bivi della stagione’, ha commentato.
Per il Milan, una vittoria nel derby significherà dare continuità ai risultati, rafforzare il morale e dimostrare di poter competere al massimo livello anche in condizioni difficili. Per l’Inter, invece, la partita avrà un peso psicologico rilevante, data l’intensa rivalità che caratterizza da sempre la stracittadina milanese.
In conclusione, il giudizio di Fabio Capello sul Milan di Amorim è apparso decisamente positivo. L’ex allenatore ha promosso non solo i risultati, ma soprattutto l’approccio al lavoro: un mix di pragmatismo imposto dall’emergenza e di coraggio nel lanciare giovani come Bartesaghi in ruoli chiave. Una strategia che, secondo lui, è la strada giusta per costruire un progetto solido e vincente nel tempo.


