Il suo nome è stato uno dei più discussi in una passata sessione di mercato estiva e il suo futuro avrebbe potuto essere a tinte bianconere. Leonardo Balerdi, difensore argentino del Marsiglia, è stato infatti a un passo dal trasferirsi alla Juventus, in un’operazione di mercato che avrebbe cambiato gli equilibri della retroguardia torinese.
A orchestrare la trattativa è stato l’allora amministratore delegato Damien Comolli, che aveva individuato nel centrale classe 1999 il profilo ideale per rinforzare il reparto difensivo. Comolli, noto per la sua capacità di scovare talenti internazionali, aveva avviato contatti proficui sia con l’entourage del giocatore sia con il club francese, trovando un’intesa di massima sulla base di un trasferimento a titolo definitivo. L’accordo con Balerdi era già stato impostato e il giocatore aveva dato la sua piena disponibilità a vestire la maglia della Juventus.
Tuttavia, quando l’affare sembrava ormai in dirittura d’arrivo, si sono verificati due eventi che hanno compromesso irrimediabilmente ogni discorso. Il primo ostacolo è stato rappresentato dalla difficoltà del club bianconero nel concretizzare alcune cessioni in uscita, necessarie per liberare spazio salariale e finanziare l’operazione in entrata. Senza le partenze previste, la dirigenza ha dovuto mettere in stand-by l’acquisto del difensore argentino.
Il colpo di grazia all’operazione è arrivato poco dopo, con la rivoluzione societaria voluta da John Elkann. Il cambio ai vertici ha portato a una revisione completa delle strategie di mercato e all’uscita di scena dello stesso Comolli. La nuova dirigenza ha deciso di percorrere altre strade, accantonando definitivamente la pista che portava a Balerdi. Le priorità sono cambiate e il nome del giocatore è uscito dai radar del club torinese.
Bloccato dall’improvviso stallo, Balerdi è così rimasto al Marsiglia, dove ha continuato il suo percorso di crescita, confermandosi come uno dei difensori più solidi e affidabili della Ligue 1. Per la Juventus è rimasto il rammarico per un’opportunità sfumata, un potenziale tassello che avrebbe potuto aggiungere fisicità, tecnica e prospettiva a lungo termine al pacchetto arretrato. Un classico retroscena di mercato che svela come, a volte, anche le trattative meglio impostate possano naufragare a un passo dalla conclusione.





