Il destino della famiglia Stankovic si compirà nella sfida di campionato tra Venezia e Inter, che vedrà affrontarsi per la prima volta i due fratelli Filip e Aleksandar. Figli del celebre centrocampista Dejan, sono cresciuti insieme nel settore giovanile nerazzurro prima che le loro strade professionali si separassero.
Allo stadio Penzo, Filip, classe 2002, difenderà la porta del Venezia contro il miglior attacco della Serie A. Per Aleksandar, di tre anni più giovane, potrebbe invece arrivare l’atteso esordio da titolare con la maglia dell’Inter, proprio contro la squadra del fratello maggiore.
Nonostante la distanza, con Filip a Venezia e Aleksandar a Milano, il legame tra i due è rimasto solido, esteso anche al fratello più grande, Stefan. Anche lui ha mosso i primi passi nel vivaio dell’Inter, ma a 17 anni ha deciso di abbandonare il calcio a causa della pressione legata al cognome. Filip e Aleksandar, invece, hanno affrontato il confronto con la figura paterna.
Il portiere ha scelto un ruolo diverso, mentre il centrocampista ha ereditato il numero 5 e la posizione in campo di suo padre. Entrambi hanno dimostrato personalità fin dalle giovanili, dove sono stati capitani delle rispettive formazioni Primavera. La loro competitività si esprimeva anche fuori dal campo, in sfide di tennis e basket, con i ricordi d’infanzia legati al centro sportivo di Appiano Gentile.
Per costruire una carriera autonoma, entrambi hanno lasciato Milano. Filip è partito per primo nel 2021, trascorrendo due stagioni in Olanda al Volendam e poi un anno alla Sampdoria, dove ha imparato a gestire la pressione e l’errore. Il Venezia lo ha riscattato e gli ha rinnovato il contratto fino al 2030, ma l’Inter ha mantenuto il 50% su una futura rivendita.
Aleksandar, dopo un’esperienza al Lucerna, è esploso in Belgio con il Bruges, vincendo il campionato e giocando in Champions League. L’Inter ha quindi esercitato la clausola di riacquisto per riportarlo a Milano, su indicazione di Cristian Chivu, suo ex allenatore in Primavera.
A guidarli nel percorso ci sono sempre stati i consigli del padre Dejan, che li ha esortati a mantenere l’umiltà e a dare priorità alla squadra. Un’altra figura fondamentale è stata quella del loro padrino, Sinisa Mihajlovic, la cui memoria è un punto di riferimento costante per entrambi. La sfida tra i due fratelli rappresenta quindi un traguardo importante, il coronamento di un percorso di crescita costruito lontano dall’ombra paterna.







