Kimi Antonelli ha tracciato un percorso unico nella sua stagione di Formula 1. Con la vittoria ottenuta ad Austin, il pilota italiano ha raggiunto il suo nono successo nel campionato 2026, posizionandosi in una corsa contro i record storici della competizione. A soli vent’anni, si appresta a diventare il più giovane campione del mondo della storia, un traguardo che potrebbe raggiungere già nel prossimo Gran Premio del Messico.
I numeri della sua annata sono impressionanti. Il nono successo lo consacra come il pilota italiano con più vittorie in una singola stagione, superando il precedente primato. Ha inoltre superato i migliori risultati stagionali di campioni come Mika Hakkinen (1998), Damon Hill (1996) e Ayrton Senna (1988), eguagliando le nove vittorie ottenute da Nico Rosberg (2016) e Nigel Mansell (1992).
Davanti a lui, la classifica dei piloti con più trionfi in un solo campionato vede nomi leggendari. Se il record assoluto di 19 vittorie di Max Verstappen (2023) appare irraggiungibile, gli altri obiettivi sono alla sua portata. Con altre due vittorie, eguaglierebbe le 11 di Lewis Hamilton, un traguardo che il britannico ha raggiunto in quattro diverse stagioni dominanti con Mercedes.
Con quattro successi nelle prossime cinque gare, Antonelli potrebbe invece eguagliare le 13 vittorie stagionali di Michael Schumacher (2004) e Sebastian Vettel (2013). Nonostante la pressione dei record, il pilota ha dichiarato di voler affrontare l’ultima parte del campionato con serenità. “Il mio approccio non cambierà, ho sempre corso per dare il massimo senza pensare ai punti. Proverò a ottenere i migliori risultati possibili”, ha spiegato.
La vittoria negli Stati Uniti è arrivata dopo un intenso lavoro con la squadra Mercedes. Il team ha lavorato per ottimizzare un pacchetto di aggiornamenti che inizialmente non aveva fornito i risultati sperati, dimostrando la capacità di reazione del pilota e della scuderia. Un successo che, secondo Antonelli, “era esattamente ciò che serviva dopo tanto impegno”.
La sfida in Messico si preannuncia complessa. La competitività della Red Bull e la ritrovata forma della Ferrari, vista ad Austin, renderanno difficile replicare la vittoria. A influenzare la caccia ai record di Antonelli sarà anche il calendario definitivo: gli appuntamenti in Qatar e ad Abu Dhabi restano in discussione a causa delle tensioni geopolitiche nell’area.
Qualora la Formula 1 fosse costretta a cancellare le due gare in Medio Oriente, si aprirebbe la possibilità di una tappa finale a Imola, riducendo il numero di Gran Premi rimanenti da cinque a quattro. Una variabile che non sembra preoccupare il pilota italiano, ormai vicino al titolo iridato e pronto a lottare per ogni vittoria senza calcoli.







