Samuel Mbangula si è preso la scena del campionato con una prestazione destinata a entrare nella storia. Nella cornice di San Siro, ha regalato al Bologna una vittoria memorabile contro il Milan. L’attaccante belga, alla sua prima partita da titolare con la maglia rossoblù, è stato il protagonista assoluto della sfida valida per la nona giornata, conclusasi con un pirotecnico 4-2. Una serata sontuosa, coronata da una tripletta che ha guidato la rimonta degli emiliani e ha proiettato il giovane talento sotto i riflettori del calcio italiano.
La sua notte magica è iniziata sbloccando il risultato con un’azione di rapidità e precisione, un primo sigillo che ha subito messo in chiaro le sue intenzioni. Dopo la reazione del Milan, che aveva tentato di riprendere il controllo del match, è stato sempre lui a riportare avanti i suoi compagni con la rete del momentaneo 3-2, un goal di pregevole fattura. Infine, ha chiuso definitivamente i conti siglando il 4-2, completando un’impresa personale e di squadra che resterà a lungo nella memoria dei tifosi.
Una tripletta in trasferta contro il Milan, in Serie A, non è un’impresa comune. Per trovare un precedente illustre, bisogna riavvolgere il nastro della storia fino al 26 settembre 1998. In quell’occasione fu un’icona del calcio mondiale, Gabriel Omar Batistuta, a segnare tre reti ai rossoneri con la maglia della Fiorentina. Mbangula ha eguagliato un record che resisteva da oltre un quarto di secolo, iscrivendo il suo nome accanto a quello di una leggenda assoluta del campionato.
Classe 2004, cresciuto nel settore giovanile della Juventus, Mbangula è approdato a Bologna durante l’ultima sessione di mercato dal Werder Brema, dove ha vissuto una stagione complessa. Il club felsineo ha creduto nelle sue qualità, investendo 2 milioni di euro per il prestito oneroso e assicurandosi un diritto di riscatto fissato a 12,5 milioni. Fino a questa partita, il suo impiego era stato estremamente limitato, con appena 14 minuti accumulati in tre presenze dalla panchina.
La sua ultima apparizione da titolare in una partita ufficiale risaliva addirittura al marzo precedente, quando ancora vestiva la maglia del club tedesco, a testimonianza di un periodo non semplice. La pazienza e il lavoro hanno però ripagato l’attesa nel modo più spettacolare. Questa performance non solo ha giustificato l’investimento della dirigenza rossoblù, ma ha anche lanciato un segnale per il futuro: il Bologna ha trovato una nuova, imprevedibile arma offensiva. Una notte che ha trasformato una giovane promessa in un eroe.



