Agguato sul litorale a Mondragone: ferito Coronella. Il 55enne trovato dai familiari in una pozza di sangue

Tra le ipotesi degli investigatori, il mondo della droga a fare da sfondo al tentato omicidio

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Ignazio Coronella
Ignazio Coronella
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MONDRAGONE – Non erano ancora le 23 di martedì quando sul litorale sono stati esplosi alcuni colpi d’arma da fuoco. Uno dei proiettili ha raggiunto Ignazio Coronella, 55 anni, ferendolo gravemente. A trovarlo in una pozza di sangue sono stati i familiari, che hanno immediatamente allertato i soccorsi. Resta da chiarire il luogo esatto dell’agguato. Secondo le prime informazioni, l’episodio avrebbe avuto origine in via Montegrappa, per poi svilupparsi nella zona del lido Blue Box. Non è ancora chiaro dove siano stati esplosi i colpi e in quale punto Coronella sia stato raggiunto dal proiettile.

Il 55enne è stato trasportato d’urgenza all’ospedale San Rocco di Sessa Aurunca, dove si trova ricoverato in gravi condizioni, con prognosi riservata. La pallottola ha interessato un rene e il fegato, provocando lesioni particolarmente serie. La polizia di Stato indaga per individuare chi abbia sparato e chiarire il movente. Nessuna pista viene esclusa. Un contributo importante potrebbe arrivare proprio dalla vittima, quando le sue condizioni di salute consentiranno di ascoltarla. Da chiarire soprattutto il motivo dell’aggressione: una questione personale, un regolamento di conti o un episodio maturato in altri ambienti?

Tra le possibili chiavi di lettura della vicenda figura anche il mondo degli stupefacenti, alla luce del recente passato giudiziario di Coronella. Non risultano tuttavia, al momento, elementi che colleghino l’agguato a quell’episodio. Il 55enne, infatti, lo scorso agosto era stato arrestato insieme a Pasquale Di Gennaro, 34 anni, anche lui di Mondragone, con l’accusa di detenzione di droga finalizzata allo spaccio. I due erano stati fermati il 24 agosto a Melito di Napoli, a bordo di una Fiat 500. Durante il controllo erano stati rinvenuti, secondo l’accusa, 35 grammi lordi di cocaina sotto il sedile del conducente. Altra droga era stata trovata nell’abitazione di Di Gennaro.

Dopo l’arresto, entrambi erano stati trasferiti nel carcere di Poggioreale. Il giudice aveva poi convalidato il provvedimento, disponendone la liberazione con l’obbligo quotidiano di presentazione alla polizia giudiziaria. Coronella è assistito dall’avvocato Antonio Miraglia. Le accuse relative a quella vicenda restano da accertare. Non è dunque possibile stabilire, allo stato, se il precedente arresto abbia qualche relazione con quanto accaduto martedì sera. La polizia dovrà verificare ogni possibile movente, senza trascurare eventuali contrasti di natura personale.

Resta la violenza dell’agguato: diversi colpi d’arma da fuoco esplosi sul litorale e un uomo gravemente ferito, le cui condizioni destano forte preoccupazione. Un episodio che riporta la violenza armata al centro delle cronache di Mondragone, mentre resta ancora senza risposta la domanda principale: chi ha sparato e perché?

Usura e pizzo all’ombra dei La Torre: l’indagine che lo coinvolse nel 2013

MONDRAGONE – Il recente arresto per droga non è l’unica vicenda giudiziaria che ha interessato Ignazio Coronella, il 55enne rimasto gravemente ferito nell’agguato sul litorale. Il suo nome era comparso anche in una vasta inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Napoli sul clan La Torre, sfociata nel 2013 nell’esecuzione di numerose misure cautelari.

Secondo la ricostruzione investigativa dell’epoca, Coronella avrebbe partecipato alle attività del gruppo occupandosi, in particolare, di usura e recupero dei crediti attraverso modalità estorsive. Gli inquirenti gli attribuivano un ruolo nel sistema di prestiti a interessi usurari ricostruito attraverso intercettazioni telefoniche e dichiarazioni di collaboratori di giustizia.
Nell’ordinanza venivano evidenziati soprattutto i rapporti con Giuseppe Zona e altri soggetti riconducibili al gruppo Perfetto. Le conversazioni intercettate, secondo gli investigatori, documentavano operazioni con assegni e cambiali, prestiti a interessi elevati e interventi per ottenere la restituzione del denaro.

A Coronella era stata inizialmente contestata anche la partecipazione all’associazione mafiosa. Da quella vicenda, tuttavia, non ha riportato condanne per associazione mafiosa, un elemento necessario per distinguere le ipotesi investigative dagli esiti giudiziari.

Non emergono, allo stato, elementi che colleghino quella lontana inchiesta all’agguato di martedì sera. Le indagini sul ferimento restano aperte e la polizia sta lavorando per individuarne responsabili e movente.

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