Lazio, l’ex Marcolin: “Può vincere come il Leicester”

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Cronache Mercato
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Dario Marcolin, storico ex centrocampista biancoceleste, ha analizzato l’eccezionale avvio di stagione della squadra guidata da Gennaro Gattuso. In un’intervista concessa a La Gazzetta dello Sport, ha elogiato il momento di forma di un gruppo che ha collezionato otto vittorie e un pareggio nelle prime nove giornate di campionato.

Secondo l’ex giocatore, la formazione capitolina è diventata un “libro aperto” per la sua chiarezza tattica e la sua efficacia. Marcolin ha sottolineato come la squadra giochi un calcio divertente e propositivo, una caratteristica che sta diventando il suo vero punto di forza. Un altro aspetto cruciale è la capacità di esprimersi con la stessa intensità sia in casa che in trasferta, un fattore che garantisce ulteriori sicurezze e solidità mentale.

Il vantaggio più significativo, però, potrebbe derivare dal calendario. Non partecipando alle coppe europee, la squadra può concentrare tutte le sue energie sul campionato, giocando una sola partita a settimana. “Ecco perché dico che il Leicester insegna…”, ha affermato Marcolin, evocando l’incredibile cavalcata della squadra inglese che vinse la Premier League contro ogni pronostico.

Pur precisando che il campionato è ancora lungo, con 29 giornate da disputare, l’ex mediano ha indicato un obiettivo realistico: “Per quanto si è visto finora, si può pensare di arrivare nelle prime quattro”. La possibilità di preparare le partite con più tempo e recuperare le energie fisiche e mentali potrebbe rivelarsi determinante alla lunga.

Dal punto di vista tattico, il successo non è legato soltanto al modulo 4-3-3. La vera forza risiede nella propensione offensiva, con ben cinque giocatori che si spingono costantemente in attacco: al tridente si aggiungono infatti le due mezzali, Frattesi e Taylor. Una filosofia di gioco superata, in termini di uomini portati in avanti, solo dall’Inter.

Questo assetto spregiudicato è reso possibile dalla presenza di Belahyane a centrocampo, un vero e proprio equilibratore. Grazie al suo lavoro, Gattuso ha trovato la quadratura del cerchio, e Marcolin si è spinto a definirlo il potenziale “Lobotka” della squadra per la sua intelligenza tattica.

L’analisi si è poi soffermata su altri singoli. Taylor è stato paragonato a Aron Winter per la sua capacità di scegliere sempre i tempi giusti di gioco, mentre Zaccagni appare ora più forte e sicuro, beneficiando della solidità dei compagni. Una menzione speciale è andata a Davide Frattesi, la cui crescita è stata definita “costante” e spinta anche da uno spirito di rivalsa che lo rende un pericolo continuo per le difese avversarie.

Infine, Marcolin ha elogiato la maturazione di Gennaro Gattuso. “Rino era forte anche prima”, ha spiegato, ricordando il suo percorso a Napoli, dove ha vinto una Coppa Italia e sfiorato la Champions League. Le esperienze accumulate in grandi piazze, inclusa quella da commissario tecnico della Nazionale, lo hanno forgiato, portandolo a mostrare una maggiore convinzione nelle sue idee e nel suo metodo di lavoro. Quello che si sta vedendo, secondo l’ex centrocampista, è “il miglior Gattuso di sempre”.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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