La terza sconfitta in nove giornate di campionato ha reso la panchina bianconera sempre più traballante. Dopo il 2-0 subito a Marassi contro il Genoa, la Juventus si ritrova con 14 punti in classifica, a -11 dal primo posto e a -6 dalla zona Champions League, obiettivo fondamentale per il club. La prestazione è apparsa deludente sotto ogni punto di vista, da quello mentale a quello tecnico-tattico, ricordando il pesante 3-0 interno incassato contro la Lazio.
Al termine della partita, il tecnico è stato molto duro con i suoi giocatori, dichiarando: “Ci hanno messo poco di tutto. Bisogna andare a vedere se in questo momento qui questi giocatori ce l’hanno questo tutto”. L’allenatore di Certaldo non ha risparmiato critiche neanche a se stesso, ammettendo: “Io qui mi gioco il finire bene la mia carriera, ho quasi 70 anni”.
Questi elementi hanno alimentato intense riflessioni ai vertici del club. La proprietà, che ha scelto e rinnovato il contratto all’attuale allenatore, e la dirigenza stanno valutando le prossime mosse. Sebbene la parola d’ordine imposta da Elkann sia “continuità” dopo i numerosi cambi degli ultimi anni, i mancati introiti derivanti dalla qualificazione alla prossima Champions League rappresenterebbero un colpo durissimo per le casse societarie.
La situazione potrebbe precipitare nelle prossime partite, aprendo la strada a un nuovo cambio in corsa. Il match casalingo di domenica contro il Napoli è considerato decisivo, seguito dalle sfide con AZ Alkmaar e Fiorentina prima della sosta per le nazionali.
In caso di esonero, la Juventus si troverebbe di fronte a due strade. La prima porterebbe all’ingaggio immediato di un allenatore di primo piano per avviare un nuovo ciclo. I nomi più gettonati sono quelli di Antonio Conte e Didier Deschamps. Il primo è una garanzia di risultati, ma comporta costi elevati e precise richieste sul mercato; inoltre, la proprietà non ha dimenticato il suo addio nel 2014.
Anche Deschamps è un profilo vincente con un forte legame con l’ambiente bianconero, ma non allena una squadra di club dal 2012, quando guidava il Marsiglia. Resta da capire se allenatori di tale caratura accetterebbero di prendere in mano una squadra in queste condizioni.
La seconda opzione prevede l’affidamento della squadra a un traghettatore fino al termine della stagione. I profili più accreditati sono Stefano Pioli, reduce da un’esperienza non felice con la Fiorentina, e Paulo Sousa, in cerca di una nuova opportunità in Europa. Questa scelta sarebbe dettata dalla volontà di attendere un obiettivo già programmato per la prossima stagione. Il sogno della dirigenza, infatti, risponde al nome di Simone Inzaghi, attualmente sotto contratto con l’Al-Hilal fino al giugno del 2027.






