Asl Caserta, il sindacato chiede l’elenco degli incarichi e delle indennità per i professionisti esterni: i nomi dei 54 consulenti e collaboratori relativi all’anno 2025

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Antonio Eliseo, segretario del sindacato Nursind
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CASERTA – Incarichi risalenti all’epoca delle vecchie aziende sanitarie, strutture nel frattempo profondamente riorganizzate e compensi economici di cui si rende necessaria la verifica della legittimità. Il NurSind Caserta, guidato dal segretario provinciale Antonio Eliseo, ha acceso ufficialmente i riflettori sulla gestione delle posizioni organizzative e delle funzioni di coordinamento all’interno dell’Asl Caserta, depositando una nota formale indirizzata alla Uoc Gestione Risorse Umane e, per conoscenza, al direttore amministrativo. L’iniziativa sindacale punta a ottenere una ricognizione completa e dettagliata per accertare quali incarichi siano ancora attivi e retribuiti, quali siano i riferimenti amministrativi che li sostengono e quale sia il reale impatto finanziario sulla spesa pubblica.

La questione trae origine dall’analisi di una corposa documentazione relativa agli incarichi attribuiti nell’ambito delle precedenti configurazioni aziendali Ce1 e Ce2 e successivamente confluite nell’attuale struttura dell’Asl Caserta. All’interno degli elenchi esaminati figurano posizioni caratterizzate da date di decorrenza molto risalenti nel tempo, situazioni in cui è indicata una cessazione e altre in cui, al contrario, non compare alcun termine esplicito di scadenza. A ciò si aggiunge il complesso nodo delle strutture organizzative originarie, molte delle quali sono state oggetto di modifiche, accorpamenti o soppressioni nel corso degli anni a seguito dei processi di unificazione amministrativa. Il sindacato ha precisato che la richiesta di accertamento non costituisce un’accusa preventiva né una contestazione automatica nei confronti dei professionisti inseriti negli elenchi. La presenza di un nominativo o l’assenza di una data di cessazione non rappresentano di per sé una prova di irregolarità, ma rendono indispensabile un riscontro oggettivo tra gli atti amministrativi e le risultanze stipendiali.

L’obiettivo del NurSind è stabilire con certezza se le funzioni originariamente affidate siano ancora effettivamente esercitate, se le strutture di riferimento esistano ancora e se gli emolumenti e le indennità accessorie continuino a trovare un fondamento giuridico valido e attuale. Nel documento depositato viene inoltre posta l’attenzione sulla necessità di verificare la corretta imputazione delle risorse ai fondi contrattuali, un aspetto ritenuto centrale per garantire la parità di trattamento e l’equilibrio del sistema di valorizzazione professionale all’interno dell’azienda sanitaria. Il sindacato ha chiesto all’Azienda di quantificare la spesa annua complessiva sostenuta e di distinguere gli incarichi attualmente retribuiti per tipologia, verificando l’eventuale presenza di anomalie e valutando le conseguenti iniziative amministrative, comprese eventuali regolarizzazioni o procedure di recupero laddove se ne riscontrassero i presupposti di illegittimità.

Alle richieste avanzate dal NurSind è stato associato un termine perentorio: l’Azienda sanitaria è chiamata a fornire un riscontro scritto e documentato entro il termine di quindici giorni dal ricevimento della nota. La risposta dovrà delineare un quadro riepilogativo chiaro degli incarichi tuttora remunerati e dei relativi titoli giustificativi, chiarendo al contempo se nel corso degli anni sia mai stata effettuata una ricognizione complessiva dopo la fusione delle vecchie aziende. Nell’ambito del monitoraggio promosso dal sindacato, l’analisi si estende all’intero elenco dei professionisti coinvolti nelle collaborazioni e consulenze attive, di cui vengono di seguito richiamati i nominativi e le rispettive qualifiche professionali.

Tra le figure figurano Giuseppe Arrichiello con qualifica di nutrizionista, Debora Antonia Assunto in qualità di psicologo, Loredana Baccaro come biologo, Rosaria Benincasa nel ruolo di psicologo, Arianna Binetti come psicologo e Immacolatina Borlenghi in qualità di fisioterapista. Il quadro prosegue con Maria Jose’ Borrelli come logopedista, Diamante Maria Caiazzo in qualità di tecnico della neuro e psicomotricità, Michela Cantiello come biologo e Miryam Cerrino nel ruolo di logopedista. Nell’elenco delle collaborazioni e consulenze attive almeno fino all’anno 2025 figurano inoltre Alessia Cesario in qualità di psicologa, Irene Conca come fisioterapista, Lucia Crisci nel ruolo di psicologa, Gaetana De Chiara come psicologo, Melani Grace Della Ratta in qualità di logopedista e Giosuè Di Marino come psicologo. Sul fronte dei servizi specialistici e ospedalieri figurano Maria Chiara Di Meo e Clelia Esposito in qualità di data manager, Nicolina Girasole come fisioterapista, Lucia Grimaldi nel ruolo di psicologa, Ilaria Guerriero come logopedista, Giovanna Guglielmucci in qualità di psicologa e Lucia Iacobucci come data manager. L’elenco agiornato al 2025 comprende altresì i fisioterapisti Mattia Iacovone, Salvatore Iannitti, Maurizio Infante e Maria Tiziana Iuliano, la psicologa Angela Laviscio, i tecnici della neuro e psicomotricità Alessia Maglione e Alessia Mattana, la fisioterapista Carla Marrandino, la psicologa Virginia Federica Papa, e i fisioterapisti Pasquale Papale, Ursula Pasqualino in qualità di nutrizionista, Mariarosaria Perrella, Immacolata Martina Petito come nutrizionista e Cristina Pezzella nel ruolo di data manager. L’elenco dei professionisti si completa con i fisioterapisti Odoardo Placino, Elena Rea e Ilaria Ribattezzato, il biologo Maria Filomena Roberti, il tecnico della neuro e psicomotricità Maria Laura Romano, il psicologo Liana Sammarco, la nutrizionista Caterina Santangelo, lo psicologo Patrizia Sasso, il fisioterapista Raffaele Cristiano Sbrescia, il data manager Ida Sciarretta, e i fisioterapisti Mario Tamburrino, Mara Testa e Federico Tontoli. Chiudono la rassegna il biologo Maria Vacca, il data manager Elisabetta Vatiero e il data manager Carla Viggiano. Alcuni dei professionisti termineranno il loro incarico il prossimo anno.

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Antonio Casapulla
Giornalista dal 1992, marito e padre. Ama il basket americano, l'antropologia culturale, i fumetti degli anni Ottanta e il cibo della tradizione contadina casertana. Nel corso della sua carriera ha seguito con grande professionalità soprattutto le vicende relative alla criminalità organizzata in provincia di Caserta, maturando un'esperienza sul campo che fa di lui, oggi, uno dei maggiori esperti della storia del clan dei Casalesi in Italia. Nel corso degli anni si è occupato di politica, sport e problematiche del territorio, tanto nelle città quanto nei piccoli centri di provincia, dove la copertura informativa è spesso carente. Insomma, è uno in grado di tirare fuori notizie interessanti anche in quei luoghi nei quali, apparentemente, non si muove una foglia.

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