L’ultimatum a Massimiliano Santagata: la Procura ha ricostruito il patto di non belligeranza a Pianura

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Blitz a Pianura
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NAPOLI – Nel marzo 2025 il gruppo di Mattia Perfetto avrebbe conquistato il predominio sulle altre paranze nell’intero quartiere. Nel maggio dello stesso anno il gruppo di Luca Musto avrebbe provato un’ultima volta a riprendere il controllo di Pianura. Non solo. Nell’ordinanza cautelare gli inquirenti ricostruiscono anche i rapporti tesi tra il gruppo Perfetto e gli emergenti dei Santagata. Secondo l’ipotesi d’accusa, il tre gennaio 2026 Mattia Perfetto e un’altra persona si sono recati presso l’abitazione di Massimiliano Santagata, sottoposto agli arresti domiciliari a Pianura, per intimargli di farsi da parte. L’episodio è maturato dopo una violenta lite in cui gli uomini di Perfetto avevano abbattuto il muretto di cinta della casa di Santagata.

Durante il confronto, Perfetto si sarebbe rivolto all’interlocutore con toni perentori chiedendo come intendessero risolvere la questione territoriale. Al tentativo di Santagata di replicare, Mattia Perfetto avrebbe risposto duramente ricordandogli la sua condizione detentiva. Da qui l’ultimatum imposto dai Perfetto, che prevedeva la totale rinuncia a qualsiasi velleità di controllo nella zona. Se avesse rifiutato la proposta del gruppo egemone, Santagata avrebbe dovuto abbandonare definitivamente il quartiere. Massimiliano Santagata avrebbe garantito di volersi attenere esclusivamente alla regola della detenzione domiciliare. In cambio della sua totale estromissione dalle dinamiche locali, Perfetto gli avrebbe assicurato che i suoi uomini non lo avrebbero più infastidito.

Ieri l’associazione antiracket ‘Pianura per la Legalità – in memoria di Gigi e Paolo APS’ ha espresso gratitudine e apprezzamento alla Procura della Repubblica di Napoli, alla Direzione Distrettuale Antimafia e alla Polizia di Stato per l’operazione, che ha portato all’esecuzione di misure cautelari nei confronti di 28 persone indiziate, a vario titolo, di reati legati all’attività di tre gruppi operanti nel quartiere. Un ringraziamento particolare al procuratore Nicola Gratteri, ai magistrati impegnati nell’indagine, al questore Fausto Lamparelli, al dirigente della Mobile Mario Grassia e agli investigatori.

Il presidente dell’associazione antiracket di Pianura Luigi Cuomo ha dichiarato: “A tutti i magistrati e agli operatori della Polizia di Stato impegnati in questa operazione diciamo grazie. Il vostro lavoro difende la vita quotidiana delle persone e dà forza a chi trova il coraggio di denunciare. Come associazione antiracket, rinnoviamo il nostro impegno ad accompagnare le vittime e a contribuire, insieme alla rete civica e alle istituzioni, a liberare Pianura dalla paura, dalla violenza e dal degrado”. E ancora: “Nel pieno rispetto della presunzione di innocenza delle persone indagate e delle valutazioni che competono all’autorità giudiziaria, l’operazione rappresenta una risposta di rilievo alla violenza che ha segnato il territorio. Le tredici ‘stese’ ricostruite dagli investigatori, raccontano quanto le contese criminali mettano in pericolo la vita di chiunque: di chi va al lavoro, aspetta un autobus, accompagna un figlio o attraversa semplicemente una strada. Pianura ha diritto di vivere senza questa paura. Ha diritto a strade sicure, ad attività economiche libere dai condizionamenti e a spazi nei quali bambini e ragazzi possano crescere senza considerare la violenza una presenza normale”.

Proprio sabato scorso associazioni e cittadini si sono riuniti nella parrocchia di San Giorgio Martire, scegliendo di mettere insieme energie, responsabilità e proposte per il futuro del quartiere. Un luogo dal forte valore simbolico: nella stessa parrocchia, nel 2002, ventiquattro anni fa, prese forma il percorso che diede vita alla prima associazione antiracket della Campania.

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