CASERTA – Le riunioni del tavolo per il campo largo in vista delle Comunali si susseguono, ma le posizioni non si avvicinano e il ricorso alle primarie a questo punto non è un’ipotesi campata in aria, anche se nessuno si dichiara convinto di questa soluzione. Nell’incontro di venerdì sera è stato fatto apertamente il nome del magistrato Raffaele Piccirillo come possibile candidato sindaco, ma Caserta Coraggiosa (che già ha una posizione più intransigente degli alleati sulla discontinuità dall’amministrazione Marino, in quanto vuole escludere gli ex assessori e consiglieri) dice di no: “Niente contro questo nome – dice Vincenzo Fiano, delegato del movimento civico al tavolo di coalizione – non lo conosco, ma sarà certamente un’ottima persona. Secondo noi, però, il profilo del candidato dovrebbe nascere da un consolidato impegno sociale e civile”: si pensa insomma a un profilo legato alle associazioni.
Quanto alle primarie, “non sono proprio un’opzione: se il tema è la discontinuità, non credo che questo meccanismo serva al centrosinistra”. In contrasto con le posizioni di Caserta Coraggiosa si dichiara il delegato dei Socialisti liberali Antonio De Falco: “A questo punto Pd e 5 Stelle prendano posizione sul perimetro dell’alleanza. Siamo certo rigorosi sulla formazione delle liste, perché vengano esclusi condizionamenti che peraltro non riguardano solo l’ultima amministrazione, ma soprattutto quelle precedenti. E vanno considerate anche le posizioni di incompatibilità di chi ha rapporti con l’amministrazione comunale e ne gestisce appalti e concessioni”.
Il Psl manifesta anche scarso entusiasmo sull’ipotesi primarie e almeno su questo sembra che ci sia concordia nel centrosinistra: “E’ una soluzione alla quale per adesso preferiamo non pensare – dice Francesco Apperti di Speranza per Caserta – perché tutti gli sforzi vanno profusi per raggiungere una sintesi sul nome della candidata o del candidato. Se si dovesse arrivare alla deadline senza esito, faremo senza pregiudizi una attenta valutazione, sempre e comunque nell’esclusivo interesse della città. Ma, ripeto, ne parleremo eventualmente solo a tempo debito”.
Secondo Sara Femiano di Caserta Decide, “noi auspichiamo di giungere all’individuazione di un nome ampiamente condiviso da tutte le forze del campo progressista, in caso contrario, le primarie sono uno strumento riconosciuto come valido anche a livello nazionale. Come sempre daremo il nostro contributo attivo all’intera coalizione per fare sì che i metodi siano rappresentativi di tutte le sensibilità”.
Da parte sua, Antonio Dell’Aquila di Avs nota che “le primarie restano soluzione residuale per affrontare il problema,occorre uno sforzo di maturità di tutte e tutti”. Per Alessandro Barbieri di Progetto civico le primarie sono l’ultima spiaggia: “Se troviamo la soluzione condivisa è meglio”.
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