I bluff del salernitano che ci fanno vergognare

Dopo quasi quattro anni di gestione da oligarca di Vincenzo De Luca la speranza ha lasciato il posto ad una delle più cocenti delusioni vissute dai cittadini campani

618
Pubblicato il

La politica nell’ultimo decennio ha dimostrato che al peggio non c’è limite. Molti lamentavano l’incapacità dell’amministrazione regionale guidata da Stefano Caldoro di produrre un’azione di rilancio economico, sociale e culturale. Pensando che un uomo passato agli onori della cronaca con la definizione di ‘sceriffo di Salerno’ avrebbe di sicuro rappresentato la marcia in più per la Campania.

Dopo quasi quattro anni di gestione da oligarca di Vincenzo De Luca la speranza ha lasciato il posto ad una delle più cocenti delusioni vissute dai cittadini campani, con un ex sceriffo tramutatosi in ‘governatore della frittura’, così denominato in omaggio all’utilizzo elettorale dei suoi nominati nel campo della sanità. Quasi tutti coloro che vanno in giro per l’Italia hanno dovuto subire, e ancora subiscono, gli sfottò che il resto degli italiani ci destinano: ‘Il vostro presidente è più esilarante di Maurizio Crozza!’.

E fin qui la nota di colore. Poi vengono i fatti: abbiamo trasporti da terzo mondo (eccezion fatta per i collegamenti alla città di Salerno, questi sempre più numerosi), scuole lasciate al degrado più assoluto (ad eccezione dell’Università di Fisciano, ben collegata anche questa ad ogni angolo della regione), sanità agli ultimi posti nelle graduatorie nazionali (eppure Caldoro aveva lasciato i bilanci in ordine) con migrazioni di dimensioni bibliche di pazienti in strutture di altre regioni, sanità ricettacolo di clientele e di opacità (chi non ha la sventura di dover toccare con mano può tranquillamente seguire le inchieste, sempre più numerose, che i network televisivi, nazionali ovviamente, dedicano all’argomento).

E delle promesse da pinocchio consumato ne vogliamo parlare? Ci vorrebbe un fiume di inchiostro, ma una va ricordata: la superballa dello smaltimento delle ecoballe che, esattamente come quattro anni fa, giacciono a far bella mostra dell’inettitudine della regione nel giuglianese.

A detta del salernitano De Luca in sei mesi sarebbero sparite. Meritiamo questi sfaceli, si dice, per il fatto che lo abbiamo eletto. E questo è maledettamente vero. Come è vero che in consiglio regionale l’opposizione è del tutto assente, o per incapacità o per evidenti conflitti di interesse. Ai politicanti che affollano la scena ricordiamo che per la prima volta nella storia delle istituzioni la Regione Campania è priva dell’assessorato all’agricoltura.

Ci pensate? La nostra regione, che nel corso di secoli di storia ha legato le proprie fortune alla capacità di sviluppo delle politiche agricole, si ritrova grazie all’ex sindaco di Salerno a non avere un assessorato dedicato. Il tutto nel pieno silenzio di tutti, maggioranze e opposizioni uguali sono in questo. Ma se è vero come è vero che abbiamo un assessore regionale in meno, per amore di verità bisogna pur dire che c’è un deputato nazionale in più a Salerno (seppur eletto nel proporzionale a Caserta perché sconfitto a casa sua…). Si chiama Piero De Luca e, manco a dirlo, si tratta del pargolo del nostro presidente.

Articolo precedentePrato, ginecologa prescriveva diete con antidepressivi: sospesa
Articolo successivoScugnizzi irriverenti
Ugo Clemente
Ugo Clemente è giornalista professionista e direttore editoriale di Cronachedi. Ha iniziato l’attività giornalistica nel 2004 ed è iscritto all’Albo dei Giornalisti Professionisti dal 2008. Dopo l’esperienza come redattore e caporedattore, dal 2014 ricopre il ruolo di direttore editoriale di Libra Editrice, società editrice di Cronachedi. Laureato in Giurisprudenza alla LUISS “Guido Carli” di Roma, è abilitato all’esercizio della professione forense dal 2021. Dal 2021 è anche presidente della Commissione Giuridica ed Economica dell’Ordine dei Giornalisti della Campania. Nel corso della sua attività professionale ha affiancato al lavoro giornalistico un’intensa attività di formazione. È stato relatore in numerosi corsi di formazione professionale per giornalisti dedicati, tra gli altri temi, alla diffamazione a mezzo stampa, alla privacy, alla deontologia, alla riforma della giustizia, al pluralismo dell’informazione, al rapporto tra giornalismo e social network e alle regole dell’informazione in materia di cronaca giudiziaria e sociale. Ha inoltre svolto attività didattica e laboratoriale nelle scuole, curando percorsi dedicati al giornalismo, al diritto dell’informazione, alle tecniche di comunicazione, alla scrittura giornalistica e alla produzione di contenuti digitali e multimediali. Tra il 2020 e il 2022 ha svolto attività di docenza esterna presso l’Istituto Penale per Minorenni di Airola. Accanto al giornalismo e al diritto, coltiva da anni un forte interesse per l’informatica e l’innovazione applicata all’editoria. È sviluppatore Python e utilizza il linguaggio insieme alle principali librerie per l’analisi dei dati e il machine learning, oltre a tecnologie web e sistemi Linux.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome