Il mondo del calcio ha perso una delle sue figure più iconiche. Sandro Mazzola, leggenda della Grande Inter e della Nazionale, è morto all’età di 83 anni. In 17 stagioni da giocatore con la maglia nerazzurra ha scritto pagine indimenticabili della storia del club, a cui è rimasto legato anche come dirigente.
Figlio di Valentino, capitano del Grande Torino scomparso nella tragedia di Superga quando Sandro aveva solo sei anni, è cresciuto nel settore giovanile dell’Inter sotto la guida di un altro mito come Giuseppe Meazza. Il suo talento non è sfuggito all’allenatore della prima squadra, Helenio Herrera, che lo ha seguito con attenzione.
Il suo esordio in Serie A è avvenuto il 10 giugno 1961 in un contesto unico. L’Inter, per protesta contro la decisione della Federcalcio di far rigiocare la partita scudetto contro la Juventus, ha schierato la formazione Primavera. I bianconeri hanno vinto 9-1, ma l’unico gol nerazzurro è stato segnato proprio dal diciottenne Mazzola su calcio di rigore, impressionando gli addetti ai lavori.
Dalla stagione 1962-63, Mazzola è diventato un titolare inamovibile e il terminale offensivo perfetto per il gioco in contropiede del “Mago” Herrera. La sua velocità e la sua tecnica sono state decisive per i successi della Grande Inter. La sua consacrazione è arrivata nella finale di Coppa dei Campioni del 1964 a Vienna, dove ha segnato una doppietta nel 3-1 contro il Real Madrid di Puskas e Di Stefano.
Con l’Inter ha vinto in totale due Coppe dei Campioni, due Coppe Intercontinentali e quattro scudetti, diventando l’unico italiano ad aver vinto la classifica marcatori della Coppa dei Campioni. Indimenticabile per i tifosi rimane il suo gol in serpentina contro il Vasas Budapest nel 1967, un’azione in cui ha dribblato cinque avversari prima di depositare il pallone in rete.
Con la maglia azzurra, indossata 70 volte con 22 gol all’attivo, ha vinto il Campionato Europeo del 1968. La sua carriera in Nazionale è però indissolubilmente legata alla celebre “staffetta” con Gianni Rivera durante i Mondiali del 1970 in Messico. La rivalità tra i due numeri 10 ha segnato un’intera epoca del calcio italiano.
Dopo aver concluso la carriera da calciatore nel 1977, Mazzola ha intrapreso un percorso da dirigente. È tornato all’Inter in due diverse occasioni, partecipando attivamente all’arrivo di campioni come Ronaldo e Álvaro Recoba. Ha avuto anche esperienze dirigenziali con Genoa e Torino, per poi diventare un apprezzato commentatore televisivo.




