Adzic segna a raffica, la Juventus in crisi del gol

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Cronache sport calcio
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Vasilije Adzic sta vivendo un momento di forma straordinario. Il fantasista montenegrino, in prestito al Sassuolo dalla Juventus, ha recentemente segnato una doppietta con la sua nazionale contro la Lettonia, confermando un inizio di stagione eccezionale anche con il club. Un’evoluzione notevole per un giocatore che solo un anno fa, dopo un errore in fase di impostazione contro l’Atalanta, aveva perso posizioni nelle gerarchie della Juventus.

L’attuale rendimento del giocatore crea un paradosso evidente: se fosse rimasto nella rosa bianconera, Adzic sarebbe il capocannoniere della squadra. Questa situazione statistica mette in luce le difficoltà della formazione di Spalletti nel concretizzare le occasioni da gol e nel supportare i propri finalizzatori.

Il suo impatto al Sassuolo è stato immediato e decisivo. In appena 293 minuti giocati, Adzic ha già messo a segno quattro reti, una in Coppa Italia contro il Cesena e tre consecutive in Serie A contro Bologna, Juventus e Monza. A questo bottino si aggiunge anche un pregevole assist di tacco fornito a Volpato nella partita contro il Torino, dimostrando una crescita in termini di continuità, personalità e concretezza sotto porta.

Il confronto con l’attacco della Juventus è impietoso. Nella rosa bianconera, nessun calciatore è riuscito a superare le due marcature stagionali. A quota due gol si trovano infatti Bremer, Nico Gonzalez e Zhegrova, mentre altri sette giocatori, tra cui Celik, Koopmeiners, Conceiçao, Kolo Muani, Alajbegovic, Gatti e Woltemade, hanno esultato una sola volta.

Il “paradosso Adzic” si estende anche al rendimento con le rispettive nazionali. Da solo, il montenegrino ha eguagliato il bottino di tutti i dodici giocatori della Juventus che hanno risposto alle convocazioni internazionali. Le sue due reti con il Montenegro, realizzate in tre partite e 183 minuti, pareggiano i conti con le marcature complessive dei bianconeri.

Questi ultimi, infatti, hanno segnato complessivamente solo due gol: un rigore trasformato da Zhegrova con il Kosovo e una rete di Alajbegovic contro la Bosnia. Il dato che fa riflettere è il tempo impiegato: per raggiungere lo stesso risultato di Adzic, i nazionali della Juventus hanno avuto bisogno di 17 partite e 1.233 minuti complessivi in campo.

La vicenda di Adzic, quindi, va oltre il suo exploit personale. Il suo successo a distanza funziona come uno specchio per la Juventus, riflettendo un problema offensivo strutturale che i giocatori si portano dietro anche quando indossano la maglia della propria nazionale.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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