Portogallo, l’effetto Ramos: se segna si vince sempre

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Cronache sport calcio
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Esiste una coincidenza che, nel caso di Gonçalo Ramos, ha assunto i contorni di una tradizione. Quando l’attaccante segna, il Portogallo vince. I suoi 13 gol con la maglia della Seleção sono arrivati in 10 partite diverse, tutte concluse con un successo lusitano.

Un dato che in patria ha consolidato la sua fama di portafortuna, definita “o efeito talismã”. Le conferme più recenti sono arrivate nelle ultime uscite: prima ha segnato il gol decisivo contro la Norvegia, poi ha contribuito alla vittoria per 4-2 sulla Danimarca con un assist e la rete del momentaneo 2-1.

La storia di Ramos in nazionale è stata definita da alcune marcature di peso. Il capitolo più significativo resta la tripletta alla Svizzera negli ottavi del Mondiale 2022, alla sua prima gara da titolare in una fase a eliminazione diretta. A questa si sono aggiunte la doppietta contro il Lussemburgo e reti decisive nelle qualificazioni europee e in Nations League.

Un dettaglio rende le sue prestazioni ancora più singolari: 12 dei suoi 13 gol sono arrivati quando Cristiano Ronaldo non era in campo. L’unica eccezione risale all’ottobre 2023 contro la Slovacchia, quando Ramos ha aperto le marcature prima della doppietta del compagno di squadra.

Il suo bottino internazionale si è quindi costruito quasi interamente lontano dall’ombra del cinque volte Pallone d’oro, dimostrando di poter essere un punto di riferimento autonomo per la squadra. Questa sua efficacia ha riportato in auge il suo vecchio soprannome: “Feiticeiro de Olhão”, lo stregone di Olhão.

Così veniva chiamato nelle giovanili per la capacità di trovarsi sempre al posto giusto, quasi per magia. Ramos ha sempre attribuito questa dote al lavoro e all’intuizione. Se lo ‘stregone’ descriveva la sua abilità nell’attirare il pallone, il ‘talismano’ ne racconta le conseguenze: quando segna, il Portogallo vince.

A Olhão, sua città natale, lo hanno invece celebrato come “o nosso menino de ouro”, il nostro ragazzo d’oro, per il forte legame con il territorio dove ha mosso i primi passi. Il suo percorso, iniziato nell’Olhanense e proseguito attraverso club come Benfica, Paris Saint-Germain e Milan, lo ha consacrato nel calcio europeo. I diversi soprannomi raccontano le tappe della sua carriera: lo ‘stregone’ delle giovanili, il ‘ragazzo d’oro’ della sua città e, oggi, il ‘talismano’ di un’intera nazione.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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