‘Affare accoglienza’, la procura: Mimmo Lucano promotore di un’associazione criminale. Conclusa l’indagine

L'atto di conclusione dell'attività investigativa è stato notificato ieri al sindaco di Riace

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RIACE – Le persone da interrogare, gli atti da acquisire, i riscontri  e  gli approfondimenti: tutto fatto. La procura di Locri ha dichiarato chiusa l’indagine a carico di Mimmo Lucano.  Il pm Michele Permunian ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini preliminare al sindaco di Riace e ad altre 30 persone coinvolte nell’inchiesta ‘Xenia’.

L’indagine

La procura a Lucano contesta la partecipazione ad un’associazione a delinquere finalizzata a gestire, secondo gli inquirenti, in modo illecito i fondi destinati all’accoglienza dei migranti, arrecando danni allo Stato.

Sarebbe stato il promotore (clicca qui per leggere nel dettaglio) di un gruppo organizzato teso a realizzare, come ha scritto Il Fatto Quotidiano, “un numero indeterminato di delitti, così orientando l’esercizio della funzione pubblica del ministero dell’Interno e della prefettura, preposti alla gestione dell’accoglienza dei rifugiati nell’ambito dei progetti Sprar, Cas e Msna e per l’affidamento dei servizi da espletare nell’ambito dell’amministrazione” di cui è sindaco.

La misura cautelare

Il gip lo scorso ottobre, però,  nell’ordinanza cautelare che coinvolse Lucano non prese in considerazione l’ipotesi associativa. All’amministratore di Riace applicò i domiciliari in relazione ad altri due reati minori (rispetto al 416 del codice penale).

Il tribunale della Libertà annullò quel provvedimento restrittivo sostituendolo con il divieto di dimora a Riace.

 

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Giuseppe Tallino
Giornalista professionista casertano, si occupa soprattutto di cronaca giudiziaria e di cronaca nera. Negli ultimi anni si è dedicato alle inchieste sugli intrecci tra criminalità organizzata e mondo politico e imprenditoriale. I suoi articoli sono stati ripresi da numerose testate nazionali e per questo è intervenuto in alcune trasmissioni televisive di inchiesta sulle principali reti nazionali, tra le quali Report e Far West su Rai Tre e '100Minuti' su La7. Per le sue inchieste è finito nel mirino di Augusto La Torre, boss di Mondragone. Per tale ragione, la Prefettura di Caserta ha disposto misure di tutela nei suoi confronti. Del caso si sono occupati anche l’Ordine dei giornalisti della Campania e l’Osservatorio Ossigeno per l’Informazione.

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