Afghanistan: si chiude la missione italiana. Guerini: “Ma nostra attenzione non cambia”

La cerimonia dell'ammaina bandiera alla presenza del ministro della Difesa. Gli Emirati negano a un Boing dell'esercito l'autorizzazione a sorvolare il paese

La bandiera italiana è stata ammainata ad Herat. La cerimonia nella base del contingente italiano, alla presenza del ministro della Difesa Lorenzo Guerini, segna la fine della missione dell’Italia in Afghanistan. “Dopo 20 anni la Nato ha deciso di chiudere questa missione sulla base di una decisione politica. Questo non cambia tuttavia la nostra attenzione per l’Afghanistan”, ha dichiarato Guerini rispondendo alle domande dei giornalisti nel punto stampa ad Herat. “Negherei dicendo che il quadro dell’Afghanistan si svilupperà in modo tranquillo e sereno – aggiunge – accompagneremo attività in campo economico e civile”. Oltre al ministro della Difesa  nella base del contingente italiano per presenziare alla cerimonia dell’ammaina bandiera anche ministro il comandante Nato, Austin S. Miller, il generale Enzo Vecciarelli, Luciano Bortolano comandante del Coi, Beniamino Vergori, comandante Folgore. 

Guerini: “Afghanistan non torni ad essere luogo sicuro per terroristi”

 “Non vogliamo che l’Afghanistan torni ad essere un luogo sicuro per i terroristi. Vogliamo continuare a rafforzare questo Paese – ha proseguito l’esponente del governo – dando anche continuità all’addestramento delle forze di sicurezza afghane per non disperdere i risultati ottenuti in questi 20 anni”.  “Non abbandoniamo il personale civile afghano che ha collaborato con il nostro contingente ad Herat e le loro famiglie: 270 sono già stati identificati e su altri 400 si stanno svolgendo accertamenti. Verranno trasferiti in Italia a partire da metà giugno”, ha aggiunto. 

Gli Emirati Arabi negano l’ok il sorvolo nei loro cieli a boeing Aeronautica

Una cerimonia in parte rovinata dalla decisione degli Emirati Arabi di negare a un Boeing 767 dell’Aeronautica militare il sorvolo nei loro cieli, costringendo il comandante Valentina Papa ad atterrare in Arabia Saudita (Dammam) e cambiare il piano di volo. Il velivolo, con a bordo 42 giornalisti e soldati dell’esercito, era diretto proprio a Herat per assistere alla cerimonia che, a causa dell’imprevisto, è stata rinviata di circa 4 ore. Nessun problema per il titolare della Difesa che invece ha viaggiato su aereo civili, arrivando come previsto in mattina.

Il piano di volo con partenza da Pratica di Mare e arrivo ad Herat, era stato autorizzato per tutta la tratta, ma all’ultimo minuto gli Emirati non hanno concesso l’ok, costringendo il comandante a trovare un aeroporto alternativo per atterrare, rifornirsi e cambiare di conseguenza il percorso. Il tutto è costato 4 ore di stop e il rinvio della cerimonia prevista Herat con il ministro Guerini.  

Luigi Di Maio convoca l’ambasciatore in Italia degli Emirati

Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, a quanto si apprende ha convocato l’ambasciatore in Italia degli Emirati Arabi Uniti per chiedere spiegazioni in merito al divieto di sorvolo dei loro cieli al boeing dell’Areonautica militare che stava accompagnando ad Herat in Afghanistan un gruppo di giornalisti e soldati dell’Esercito per assistere alla cerimonia di ammaina bandiera del contingente italiano. Il Segretario Generale del Ministero degli Esteri Ambasciatore Ettore Sequi ha quindi manifestato ad Omar Al Shamsi “la sorpresa e il forte disappunto per un gesto inatteso che si fa fatica a comprendere”. Lo comunica in una nota la Farnesina in merito al divieto di sorvolo dei cieli emiratini al boeing dell’Areonautica militare.

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