Alvini si racconta: Frosinone, aneddoti e filosofia

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Cronache sport calcio
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Ospite al Festival dello Sport di Trento, l’allenatore del Frosinone Massimiliano Alvini ha fatto il punto sulla stagione e sulla sua filosofia. Nonostante l’ottimo avvio, il tecnico ha mantenuto un profilo basso: “L’unico obiettivo è salvarsi. La classifica attuale non sarà quella definitiva”.

Ha poi raccontato un aneddoto familiare legato alla vittoria contro il Como. “Finita la partita ho chiamato mia moglie, che mi ha detto: ‘Cosimo e Umberto non vogliono parlare con te, avevano schierato al fantacalcio i giocatori del Como contro di voi’. Io avevo suggerito loro di inserire Perrone”.

L’allenatore ha elogiato i giovani talenti della sua squadra, a partire dal portiere Palmisani. “Lorenzo ha qualità tecniche e una mentalità da top player. Si sta confermando anche in Serie A e sarebbe un bene per il calcio italiano avere un altro portiere forte”.

Ha sottolineato anche l’importanza dell’anima italiana del Frosinone, citando Bracaglia come “un ciociaro vero nello spirito” e un esempio per il gruppo. Su Antonio Raimondo, primo marcatore italiano in campionato, ha aggiunto: “Mi piace tantissimo, ha qualità notevoli e attacca lo spazio. Il direttore Castagnini ha fatto un gran colpo”.

Interrogato sul ruolo degli algoritmi nel calciomercato, Alvini ha spiegato la sua visione. “Moneyball ha aperto una strada, ma ci deve essere condivisione e comparazione dei dati tra algoritmo, allenatore e società. Un giocatore, però, un allenatore se lo deve sentire dentro”.

A questo proposito, ha rivelato un retroscena di mercato: “Eravamo vicini a prendere Alessandro Romano, poi il Cagliari è stato più bravo”. Ha anche confermato di aver bloccato la cessione di Giacomo Calò alla Sampdoria: “Gli ho detto che non sarebbe andato via. È un giocatore forte che vede calcio”.

Alvini ha ricordato un parallelismo con José Mourinho risalente al 2010. “Io e Mou abbiamo fatto il triplete insieme: lui con l’Inter, io con il Tuttocuoio. Vincemmo campionato, Coppa Toscana e Coppa Italia dilettanti”. Ha raccontato che lo stesso Mourinho, al loro primo incontro, gli disse: “Complimenti Max, nel 2010 abbiamo vinto assieme”.

Il tecnico ha poi parlato dei suoi legami con altri allenatori toscani. “Ho affrontato Allegri oltre 20 anni fa in amichevole. Per vedere gli allenamenti di Sarri a Empoli costringevo mio fratello a lavorare al posto mio. E conosco Luciano Spalletti da una vita”.

Non sono mancati aneddoti personali, come quello legato alla sua contrada del Palio di Fucecchio, un tema molto sentito in famiglia. Infine, Alvini ha ribadito il suo credo calcistico fondamentale: “Non posso rinunciare a proporre calcio”. Ha ricordato un pareggio ottenuto con la Cremonese contro il Milan giocando in modo difensivo: “Non fui felice e non lo rifarei mai più. Altro che complimenti per il punto”.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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