America’s Cup, -200 giorni: Napoli si prepara tra emozione e incognite sulla logistica

Navette o 'traghetti' per collegare Bagnoli al lungomare e c'è l'incognita della legacy

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L'emozione dei tifosi nei giorni dell'America's Cup
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NAPOLI – L’obelisco-orologio in piazza Vittoria segna una cifra tonda: all’America’s Cup di Napoli mancano 200 giorni. L’attesa è enorme, soprattutto dopo le grandi emozioni vissute in occasione delle regate preliminari di fine settembre, con il successo di Luna Rossa e centinaia di migliaia di persone che si sono riversate sul lungomare. La preparazione per l’evento, da parte del team e degli organizzatori, va avanti. Ma non mancano le incognite.

America’s Cup, la grande incognita della logistica e dei trasporti

La prima, forse la più importante, rimane la logistica. Perché l’anno prossimo sarà molto diverso rispetto alle regate preliminari. Le gare saranno ancora nello specchio d’acqua di fronte a via Caracciolo, certo, ma il vero cuore della manifestazione sarà Bagnoli. E se il tratto tra la Rotonda Diaz e piazza Vittoria possono essere raggiunti con vari mezzi, dalla Cumana alla linea 6 della metropolitana, fino agli autobus e alla Funicolare di Chiaia, Bagnoli è molto più complicata da raggiungere. E’ stata promessa l’apertura di una nuova stazione: la corsa contro il tempo rischia di essere persa, nonostante le deroghe (a cominciare dalla VIA, l’opera è considerata ‘provvisoria’) e le risposte istituzioni non sono chiare sul punto.

Navette o traghetti per collegare Bagnoli al lungomare

Si stanno studiando soluzioni, da navette continue tra lungomare e Bagnoli, fino a navi vere e proprie per collegare in 15 minuti i due punti chiave della manifestazione velistica. Serviranno investimenti importanti per consentire una mobilità rapida a tifosi, velisti e staff. Anche perché la zona è veramente complessa da raggiungere in auto, anche senza un maxi-evento come l’America’s Cup, viste le poche strade che servono l’area.

Il problema della legacy

Poi c’è il tema della legacy, dell’eredità che resterà a Bagnoli, soprattutto nel caso in cui l’America’s Cup 2029 non si tenga a Napoli. Al di là degli annunci, delle intenzioni, più o meno buone, non c’è un piano definito per il dopo-evento. L’unica certezza è quello che non si potrà fare, e che invece i cittadini chiedevano con forza: con la tombatura della colmata avere balneabilità al 100% e lunga spiaggia libera è poco più, che un miraggio.

Tra 200 giorni Napoli sarà l’ombelico del mondo dello sport

La città, in ogni caso, sarà scenario meraviglioso per un evento che ha già conquistato il cuore dei cittadini. Anche chi manifesta contro le scelte fatte con Bagnoli non punta il dito contro l’America’s Cup, lo punta contro chi ha strappato i piani già pronti per spiaggia pubblica e parco urbano, preferendo costruire un progetto completamente diverso. Tra 200 giorni esatti, Napoli sarà l’ombelico del mondo sportivo.

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