Atalanta, Gasperini contro il calcio dei fotogrammi

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Una reazione veemente, quella di Gian Piero Gasperini nel post-partita. Il tecnico dell’Atalanta non ha usato mezzi termini per commentare un pareggio condizionato da una discussa decisione arbitrale, che ha lasciato la sua squadra in inferiorità numerica per l’ultima mezz’ora di gioco.

L’episodio incriminato è un cartellino rosso che ha, secondo l’allenatore, rovinato una partita fino a quel momento bella e combattuta. “È veramente difficile sostenere che ci sia stato gioco violento. Il mio giocatore ha avuto uno slancio, dopo essere stato trattenuto, e ha cercato di intervenire toccando anche la palla”, ha spiegato Gasperini.

“Non c’è nessuna intenzionalità da parte sua, non è assolutamente nelle sue corde. Sicuramente è stato un episodio che ha imbruttito la gara. Era una sfida bellissima e così è diventata un po’ meno bella”, ha aggiunto il tecnico, sottolineando la mancanza di malizia nell’intervento.

Da qui è partita la sua accusa a un certo modo di usare la tecnologia. “Ho capito che, fermando il fotogramma in quel modo, è molto facile giudicare. Ma il calcio non è fatto di fotogrammi, è fatto di azioni, perché in questo modo si può giustificare tutto. Lì non c’era nessuna volontà di fare male”.

Il concetto espresso da Gasperini è un appello a un ritorno a una valutazione più dinamica e meno artificiosa degli episodi. “È ora di smetterla con i fotogrammi, perché falsificano la realtà. Purtroppo abbiamo subito questa cosa per anni. Adesso, finalmente, da quest’anno si riesce a vedere un calcio più vero. Per favore, non torniamo indietro”.

L’analisi della partita è inevitabilmente legata a questa decisione. “Nel primo tempo abbiamo avuto delle ottime situazioni per fare gol. Poi è chiaro che, se su 90 minuti ne giochi 30 in inferiorità numerica, il giudizio cambia. Il nostro rammarico è questo, perché avevamo la sensazione di poter vincere”.

“Non so come sarebbe finita la partita, ma eravamo fiduciosi di avere delle ottime chance. Così siamo stati costretti a difenderci e lo abbiamo fatto con grande lucidità e grande ordine. Quando giochi l’ultima parte di gara in dieci, esci con un pareggio e va bene lo stesso”.

Nonostante l’amarezza, l’allenatore ha trovato motivi di soddisfazione nella reazione della sua squadra, capace di soffrire e portare a casa un punto prezioso in condizioni avverse.

“Questa mezz’ora finale dà sicuramente fiducia. La mia è una squadra che mi sta dando grandi soddisfazioni, perché anche in questa occasione bisognava veramente avere un grande morale, una grande condizione e anche un cuore molto grande per giocare in questo modo”.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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