L’Atalanta ha conquistato una vittoria fondamentale all’esordio in Conference League contro il Pafos, ma il successo è stato offuscato da un grave contrattempo. Giacomo Raspadori, protagonista assoluto dei primi minuti di gioco, è stato costretto a lasciare il campo al 20′ a causa di un infortunio che ha gettato un’ombra sulla serata nerazzurra.
L’attaccante della nazionale ha avuto un impatto devastante sulla partita. Prima ha offerto a Elmas il pallone per il gol del vantaggio, dimostrando grande visione di gioco, poi si è incaricato di battere un calcio di rigore, trasformandolo con freddezza per il 2-0. Proprio dopo la rete, però, è suonato il campanello d’allarme.
Immediatamente dopo l’esultanza, il giocatore ha avvertito un dolore acuto alla coscia e ha fatto un cenno eloquente verso la panchina, chiedendo la sostituzione. Al suo posto è entrato Charles De Ketelaere, ma l’attenzione di tutto lo stadio si è concentrata sulle condizioni del numero dieci, uscito dal campo visibilmente contrariato e zoppicante.
L’ipotesi più accreditata, in attesa di conferme ufficiali, è che lo stop muscolare sia avvenuto durante l’esecuzione stessa del penalty. Il movimento del calcio e la torsione della gamba potrebbero aver causato una lesione al flessore. Lo staff medico lo ha subito preso in cura, applicando del ghiaccio sulla parte dolorante.
In casa Atalanta c’è ora molta apprensione. L’allenatore Sarri, che contava sull’ottimo stato di forma del suo attaccante, dovrà probabilmente fare a meno di una pedina chiave per i prossimi impegni. La preoccupazione è palpabile, considerando il calendario fitto che attende la squadra tra campionato e coppa.
Nelle prossime ore il giocatore si sottoporrà a tutti gli esami strumentali del caso, come ecografia e risonanza magnetica, per definire con precisione l’entità del danno e i relativi tempi di recupero. La sua presenza nella difficile e imminente trasferta di San Siro contro il Milan appare al momento altamente improbabile, se non del tutto esclusa.
La perdita di un elemento così decisivo potrebbe costringere il tecnico a rivedere i suoi piani tattici. La capacità del giocatore di legare il gioco, attaccare la profondità e finalizzare l’azione lo rendono un elemento quasi insostituibile nell’attuale scacchiere nerazzurro. Si attende con ansia il bollettino medico per capire quanto a lungo la squadra dovrà rinunciare al suo talento.



