Nicolò Barella ha giurato fedeltà all’Inter, esprimendo il desiderio di chiudere la sua carriera in nerazzurro. “Resterò qui a vita”, ha affermato il centrocampista, delineando un futuro ancora ricco di ambizioni e successi con il club milanese, dove vincere è diventato un obbligo.
All’inizio della sua ottava stagione, l’obiettivo collettivo è superare i risultati dell’anno precedente. La squadra punterà a confermare il “Double” Scudetto-Coppa Italia, aggiungendo la Supercoppa e tentando un nuovo, determinato assalto alla Champions League. Barella ha sottolineato l’importanza di ripartire dal miglior calcio espresso nel finale della scorsa stagione.
La Champions League resta il suo grande “sogno” e un pensiero costante. Averla sfiorata due volte senza riuscire a vincerla è una delusione che lo spinge a dare ancora di più. È consapevole che l’Inter, per competere con le superpotenze economiche, deve fare affidamento sul gioco, sulle idee e su una fame superiore, con la speranza che la terza occasione sia quella buona.
A 29 anni, il vice capitano nerazzurro ha parlato anche della sua evoluzione personale. Ha annunciato l’intenzione di adottare uno stile di gioco più “furbo” e conservativo, gestendo le energie in modo più maturo rispetto agli inizi della sua carriera. Un cambiamento tattico che il sistema di gioco della squadra gli consente di attuare.
Ormai punto di riferimento nello spogliatoio, Barella si è soffermato sui giovani compagni. Ha elogiato la crescita di Alek Stankovic, tornato più maturo dopo l’esperienza in prestito, e le qualità di Petar Sucic. Ha riservato parole speciali per Pio Esposito, un attaccante con “il gol nel sangue” che il gruppo dei veterani sta aiutando a gestire le forti pressioni mediatiche.
Non è mancato un riferimento alla Nazionale e alla profonda delusione per la mancata partecipazione a due Mondiali. Questa assenza lo fa sentire “incompleto” e il suo desiderio più grande in azzurro resta quello di poter finalmente disputare una Coppa del Mondo.
Infine, tracciando un bilancio del suo percorso all’Inter, si è detto orgoglioso di traguardi inaspettati come il record di assist nella storia del club. Il suo mantra rimane lo stesso del primo giorno: dare tutto per vincere tutto. Una promessa che rinnova ai tifosi, confermando la sua volontà di legare per sempre il suo nome a quello dell’Inter.




