Beccalossi, il genio che portò l’Inter allo scudetto

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Cronache sport calcio
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Evaristo Beccalossi ha rappresentato per l’Inter e i suoi tifosi l’essenza del genio calcistico, un concentrato di talento, fantasia e imprevedibilità. Soprannominato “il Becca”, è stato un fantasista capace di illuminare le partite con giocate estemporanee e di decidere le sfide più importanti con colpi da fuoriclasse. La sua figura, spesso descritta come “intermittente come un faro” per la sua tendenza ad alternare momenti di pura magia a pause silenziose, ha incarnato l’anima di un calcio creativo e passionale.

Il suo apice in maglia nerazzurra è arrivato durante la stagione 1979-80, culminata con la conquista del dodicesimo scudetto della storia del club. Sotto la guida del “sergente di ferro” Eugenio Bersellini, Beccalossi è diventato il faro di una squadra solida e pragmatica, aggiungendo quella scintilla di fantasia necessaria per il trionfo finale. Le sue intuizioni e i suoi assist hanno costantemente innescato la potenza di compagni come Alessandro “Spillo” Altobelli, creando una miscela tattica perfettamente equilibrata e vincente.

Tra le sue imprese più memorabili spicca la prestazione nel derby contro il Milan del 28 ottobre 1979. In quella partita, Beccalossi ha firmato una doppietta decisiva che ha fissato il risultato sul 2-0, mandando in visibilio il popolo interista e scrivendo una pagina indelebile della stracittadina. La sua performance è entrata nella leggenda anche per un aneddoto legato al portiere rossonero Ricky Albertosi. Si narra infatti che a fine gara il fantasista lo abbia salutato con la famosa frase “Mi chiamo Evaristo, scusate se insisto”.

Oltre ai gol nel derby, il suo repertorio ha incluso prodezze di rara fattura che ne hanno mostrato la completezza tecnica. Un esempio emblematico è la rete segnata contro il Catania, quando ha sorpreso tutti con un imperioso colpo di testa su un cross preciso di Altobelli. Un gesto atipico per un fantasista brevilineo come lui, che ha confermato la sua capacità di essere imprevedibile e decisivo anche in modi inaspettati, quasi a voler capovolgere le convenzioni calcistiche.

Beccalossi ha indossato la maglia dell’Inter per 216 volte tra campionato e coppe, mettendo a segno 37 reti e contribuendo alla vittoria di uno scudetto (1979-80) e di una Coppa Italia (1981-82). La sua avventura nerazzurra lo ha visto anche raggiungere una semifinale di Coppa dei Campioni, fermandosi a un passo dalla finale. Al di là dei trofei, il suo lascito è legato all’amore incondizionato dei tifosi, che in lui hanno visto l’espressione più pura e istintiva della gioia del calcio, un numero 10 capace di emozionare e restare per sempre impresso nella memoria del club.

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