Cagliari-Udinese: cori razzisti e rissa in campo

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Cronache sport calcio
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Il finale della partita di Coppa Italia tra Cagliari e Udinese è stato segnato da un grave episodio di razzismo e da una conseguente rissa che ha coinvolto diversi giocatori in campo. La gara, disputata alla Unipol Domus, si è conclusa con la vittoria per 2-0 dei friulani, ma il risultato sportivo è stato oscurato dalla tensione esplosa nei minuti di recupero.

Protagonista involontario della vicenda è stato Keinan Davis, attaccante inglese dell’Udinese. Sul risultato di 1-0 per la sua squadra, il giocatore è stato bersaglio di cori razzisti provenienti da una parte degli spalti. L’episodio ha immediatamente innervosito l’atleta, che ha smesso di giocare per protestare.

Davis si è avvicinato con decisione all’arbitro, Federico Dionisi, prendendolo per un braccio per richiamare la sua attenzione sui cori. In un primo momento concitato, il direttore di gara ha reagito istintivamente estraendo il cartellino giallo per proteste. Tuttavia, dopo pochi istanti, compresa la gravità della situazione e la natura della protesta del giocatore, l’arbitro ha revocato l’ammonizione, un gesto di sensibilità che ha evidenziato la serietà dell’accaduto.

La sospensione del gioco e l’episodio di razzismo hanno però surriscaldato gli animi in campo. Si è acceso un alterco tra lo stesso Davis e il difensore del Cagliari, Alberto Dossena. Quest’ultimo, forse interpretando la protesta come una perdita di tempo, ha avuto un acceso scambio di battute con l’avversario. La discussione è degenerata rapidamente, coinvolgendo numerosi giocatori di entrambe le squadre in una rissa che ha richiesto l’intervento di compagni e staff per essere sedata.

Una volta riportata una calma apparente, il gioco è ripreso per gli ultimi scampoli del recupero. La risposta di Davis all’offesa subita è arrivata sul campo: proprio lui ha fornito l’assist decisivo per il compagno Axel Gueye, che ha siglato il gol del 2-0, chiudendo di fatto la partita e la qualificazione dell’Udinese.

Incredibilmente, il gol del raddoppio non ha placato il nervosismo, ma lo ha alimentato ulteriormente. Al fischio finale, si è scatenata una seconda rissa, ancora più estesa della precedente, a suggellare un epilogo triste e antisportivo per una serata che avrebbe dovuto essere solo una sfida di coppa.

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