Calcio: Perisic illude l’Inter ma Lazio la ribalta. Rissa nel finale

La Lazio riesce sempre a lasciare il segno nel destino di Simone Inzaghi. Il tecnico dell'Inter subisce la prima sconfitta in campionato per mano della sua ex squadra che con cuore, carattere e furore agonistico ribalta, con un finale incandescente, la corazzata nerazzurra frenando la rincorsa dei campioni d'Italia verso i piani alti della classifica.

ROMA – La Lazio riesce sempre a lasciare il segno nel destino di Simone Inzaghi. Il tecnico dell’Inter subisce la prima sconfitta in campionato per mano della sua ex squadra che con cuore, carattere e furore agonistico ribalta, con un finale incandescente, la corazzata nerazzurra frenando la rincorsa dei campioni d’Italia verso i piani alti della classifica. Per la squadra di Sarri una vittoria, con rissa finale, che rigenera l’ambiente e restituisce fiducia e autostima dopo il ko di quindici giorni fa contro il Bologna e il passo falso in Europa League, mentre per l’Inter la battuta di arresto è brusca e dolorosa per come è maturata e rischia di avere pericolose ripercussioni psicologiche. Sotto di un gol per il rigore realizzato da Perisic per atterramento in area di Barella, la Lazio con ordine e sacrificio, provando a non scomporsi troppo, è riuscita a contenere i continui assalti in verticale dei nerazzurri ispirati da Barella e Brozovic. Più volte la squadra di Inzaghi ha sfiorato il raddoppio mostrando un gioco compatto e ben orchestrato tra i reparti ma nella ripresa la Lazio con pazienza ha trovato le contromisure per rendersi sempre pericolosa e l’energia per ricompattarsi. Così, dopo aver sfruttato un penalty trasformato al 64′ da Immobile per un braccio largo di Bastoni in area nel tentativo di respingere un cross di testa, è riuscita a compiere il sorpasso colpendo prima con Felipe Anderson e a tempo scaduto con Milinkovic-Savic. Un successo reso vibrante nel finale a seguito di una rissa scaturita dopo il gol del brasiliano. La squadra dell’ex Inzaghi recrimina infatti per un gesto di mancata ‘sportività’ dato che i biancocelesti sono arrivati a segnare con Dimarco a terra dolorante, facendo scaturire le vivaci proteste dei nerazzurri con tanto di rissa accennata e continuata anche nel post partita che ha portato all’espulsione di Felipe.

Il tecnico dei biancocelesti Maurizio Sarri, a sorpresa, tiene fuori Luis Alberto scegliendo al suo posto Basic e schiera come terminale offensivo Immobile, al rientro dopo l’infortunio alla coscia. Nell’Inter Inzaghi ritrova i sudamericani ma preferisce non rischiare dall’inizio Lautaro e Correa che partono dalla panchina. Con Dzeko c’è Perisic. A sinistra Dimarco e Gagliardini al posto dell’acciaccato Calhanoglu. Partenza con difese troppo aperte che favoriscono subito una serie di occasioni pericolose. La prima è di de Vrji che all’8′ di testa da corner conclude debolmente fuori. La Lazio ha invece una doppia chance due minuti dopo con Pedro, il cui tiro viene respinto di testa da de Vrji e poi con una conclusione alta di Leiva. L’Inter sta bassa, la squadra di Sarri si sbilancia, non appare troppo compatta e al primo affondo in contropiede subisce la stoccata velenosa con Barella steso in area da Hysaj. Per l’arbitro è rigore che Perisic trasforma con freddezza. La Lazio subisce il colpo, fatica a coprire in ampiezza il campo, si infiamma con brucianti azioni in verticale pur concedendo troppo ad un ispirato Brozovic e ad un sempre volenteroso Barella. Al 24′ è Basic a sfiorare il pareggio raccogliendo da centro area un cross basso che impegna Handanovic in una respinta d’istinto. Pedro, Felipe e Immobile alzano il livello dello scontro puntando sulla velocità della manovra ma l’Inter gestisce con ordine il match con la manovra. La squadra di Inzaghi mostra infatti un gioco più corale e incisivo, attenta a disinnescare la foga agonistica dei biancocelesti che chiude la prima frazione con dieci tiri totali, di cui tre nello specchio. Sei invece quelli dell’Inter (due in porta).

Nella ripresa la Lazio prova subito a spingere, l’Inter mostra sicurezza nella gestione del pallone. Sarri si sbraccia, chiede più reattività e aggressività, la squadra nerazzurra sembra tenere con ordine ma un involontario tocco di braccio di Bastoni su un rimpallo di testa di Milinkovic-Savic regala alla Lazio il penalty trasformato da Immobile al 64′ che cambia l’inerzia del match. I biancocelesti trovano vigore, l’inter è costretta a ricostruire. Inzaghi inserisce Correa, Dumfries e Vecino al posto di Perisic, Bastoni e Gagliardini mentre Sarri gioca la carta Lazzari al posto di Hysay e Luis Alberto per Basic. La partita è ancora equilibrata e sembra poter girare da tutte e due le parti. Inzaghi concede l’ultimo quarto d’ora a Lautaro al posto di Dzeko per provare a riprendersi il vantaggio ma la Lazio sfrutta le sue ultime energie per compiere il sorpasso. La forma è di Felipe Anderson che raccoglie una respinta di Handanovic su destro violento di Immobile. Il portiere nerazzurro nulla può contro il tap in del brasiliano che scatena una rissa vicino alla porta: Dimarco era dolorante a terra ma la Lazio ha continuato a giocare trovando la via della rete. L’Inter si scioglie, la gara si incattivisce e Milinkovic-Savic la chiude definitivamente nei minuti di recupero raccogliendo di testa un un cross di Luis Alberto. Per Inzaghi un ritorno all’Olimpico mai così amaro.

di Luca Masotto

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