
NAPOLI – Il governo è pronto a varare un decreto pluriennale urgente per la zona dei Campi Flegrei, volto a superare la logica dell’emergenza permanente per passare a un piano organico di prevenzione. Annunciando l’imminente approdo del provvedimento in consiglio dei ministri, il ministro per la Protezione civile Nello Musumeci ha spiegato alla Camera come l’evoluzione del fenomeno bradismico imponga un cambio di passo nella produzione legislativa. L’obiettivo centrale è rafforzare la resilienza dell’area attraverso una misura definita d’intesa con la Regione per riordinare gli strumenti esistenti e affrontare le criticità che gli interventi contingenti non riescono a risolvere. Tra i capisaldi del testo figurano l’istituzione di una governance unica con poteri e catena decisionale inequivocabili, la prevenzione strutturale per ridurre la vulnerabilità degli edifici pubblici e privati, la riparazione degli immobili inagibili e la tutela accelerata delle infrastrutture strategiche e delle vie di fuga.
Il piano prevede inoltre la rigenerazione urbanistica con lo stop all’aumento del carico abitativo, la delocalizzazione volontaria e incentivata per le situazioni a maggiore rischio, la demolizione e ricostruzione dell’edilizia pubblica vicino alla Solfatara, la creazione di un fondo pluriennale dedicato e campagne permanenti di informazione per la popolazione. Durante il question time, Musumeci ha ripercorso il percorso normativo della legislatura, dal decreto 140 del 2023 per l’analisi delle vulnerabilità al decreto 76 del 2024 che ha commissariato gli interventi sul patrimonio pubblico, fino alle risorse della legge di bilancio 2025 e del decreto 65 del 2025.
Intanto, il governatore Roberto Fico prende ancora tempo e i comitati dei Campi Flegrei annunciano una manifestazione a Roma per giovedì 8 ottobre. “Le risposte della politica istituzionale in questi anni – spiegano in un comunicato – sono state del tutto insufficienti. Pozzuoli incredibilmente non ha ancora un hub, i fondi per le riparazioni sono stati rifiutati a metà dei richiedenti, gli edifici danneggiati sono sempre di più e aumenta il pericolo”.










