Capodanno: oltre 5 milioni di italiani in viaggio, è boom agriturismi

Saranno oltre cinque milioni gli italiani che passeranno l'ultimo dell’anno in vacanza

Foto Claudio Furlan - LaPresse 30 Aprile 2020 Milano (Italia) News Agriturismi e aziende agricole messe in ginocchio dalla crisi dovuta all’emergenza coronavirus. L’agriturismo Cascina di Mezzo di Liscate, costretta a macellare gli animali in ritardo e a conservare sottovuoto la carne, trova respiro grazie alla preparazione di cibo da asporto Photo Claudio Furlan/Lapresse 30 Aprile 2020 Milano (Italy) Agritourisms and farms brought to their knees by the crisis due to the coronavirus emergency. The Cascina di Mezzo agritourisms in Liscate, forced to slaughter late animals and to vacuum-store the meat, finds relief thanks to the preparation of takeaway food

Saranno oltre cinque milioni gli italiani che passeranno l’ultimo dell’anno in vacanza. Un dato in aumento del 20% rispetto allo scorso anno, ancora funestato dalle limitazioni legate alla pandemia. Lo afferma un’indagine di Coldiretti/Ixè, per cui l’87% dei viaggiatori è orientato a rimanere in Italia, soprattutto nelle città d’arte (54%) e in montagna (23%).

Meta sempre più apprezzata dai vacanzieri sono gli agriturismi. Le oltre 25mila strutture italiane registrano il tutto esaurito, in particolare nelle località di montagna, stima Cia-Agricoltori Italiani, per un totale di circa 400mila presenze. A conferma dell’analisi di Coldiretti, per cui è sempre più forte l’interesse “per la scoperta dei prodotti locali a chilometri zero”.

Per chi rimarrà a casa, invece, il cenone costerà fino a 100 euro per una famiglia di 4 persone, secondo Altroconsumo. Sulle tavole è molto probabile che vengano messi dolci tipici delle varie zone d’Italia. Secondo un’indagine di Cna Agroalimentare, infatti, oltre un quarto del mercato dolciario artigianale delle festività sarà appannaggio dei dolci tradizionali, specialità con origine che affonda nei secoli e da un giro d’affari che oggi vale circa 40 milioni di euro.

Si tratta di un business raddoppiato rispetto allo scorso anno. Un dato che significa da un lato l’uscita dalla tradizionale dicotomia panettone-pandoro tipica del periodo natalizio, dall’altro “una modifica di abitudini sostenuta in maniera preponderante dai più giovani, per i quali spesso il prodotto tipico rappresenta un’autentica scoperta”, come sottolinea Cna.

Un cambiamento che potrebbe rivelarsi decisivo per sostenere, oggi e nel prossimo futuro, un numero di imprese ormai superiore alle 30mila unità, tra cui oltre 14mila forni attivi nella produzione e nella vendita di dolciumi. In un esempio positivo di fusione tra business e tutela del patrimonio gastronomico tradizionale.

di Michele Mastandrea

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome