CASERTA – Turista «fai da te». Così un viaggiatore vede Caserta appena arrivato alla stazione ferroviaria. Un reportage fotografico dal terminal fino alla Reggia e al centro storico mostra un tragitto a ostacoli, tra alberi caduti sui marciapiedi e percorsi turistici fantasma. Non c’è una mappa da seguire all’uscita della stazione.
Uscire dal terminal significa impattare con un contrasto stridente: da un lato l’imponente sagoma del palazzo vanvitelliano, dall’altro una realtà urbana che accoglie i visitatori con una serie ininterrotta di disservizi. Appena varcata la soglia della stazione, il «turista fai da te» si ritrova proiettato in una gara a ostacoli. Indicazioni e percorsi dedicati non bastano a orientare chi arriva per la prima volta in città.
Un albero sbarra il passaggio verso il terminal degli autobus
Muovere i primi passi verso il centro storico e il complesso monumentale richiede molta attenzione. I marciapiedi che collegano lo scalo ferroviario ai punti di maggior interesse sono compromessi da buche e mancata manutenzione ordinaria. L’erba alta infesta ogni angolo.
Chi esce dalla stazione e vuole raggiungere il capolinea degli autobus sulla sinistra si ritrova davanti un groviglio di auto in sosta. L’unico punto in cui si può passare è sbarrato da un grosso albero a terra. Bisogna scavalcarlo oppure invadere la carreggiata, facendo lo slalom tra auto e pullman in movimento.
Siamo solo all’inizio. Qui c’è anche il terminal degli autobus, senza pensiline e coperture. Se piove, bisogna aspettare esposti alle intemperie. L’area non sembra adeguata a ospitare il capolinea: manca spazio per i viaggiatori in attesa e per i pullman, che spesso restano in strada, causando ingorghi e rallentamenti.
La buca in piazza Garibaldi e i marciapiedi ostruiti
Al turista che decide di andare nella direzione opposta va pure peggio. Sul lato di piazza Garibaldi verso via Verdi c’è una buca che somiglia a una voragine sul marciapiede. È abbastanza profonda da rappresentare un rischio per chi non la vede e ci mette un piede dentro.
Lungo il tragitto verso il centro storico spiccano rami caduti e non rimossi che ostruiscono il passaggio pedonale e costringono i passanti a deviazioni improvvise sulla sede stradale. Si incontrano poi cantieri, lamiere e transenne. I cartelli informativi, quando presenti, appaiono sbiaditi, coperti da scritte vandaliche o privi di mappe aggiornate, rendendo difficile una visita autonoma della città.












La Reggia sullo sfondo, l’accoglienza da ripensare
Non ci sono percorsi turistici chiaramente riconoscibili. Qualche indicazione segnala la Reggia, poi ognuno deve provvedere per sé. La passeggiata di poche centinaia di metri che introduce alle meraviglie del complesso vanvitelliano si trasforma così in una sequenza di ostacoli e pericoli, tra buche, vegetazione incolta e passaggi interrotti.
La bellezza senza tempo dell’opera di Vanvitelli si staglia sullo sfondo. L’impatto iniziale, però, racconta un’altra storia: quella di un’accoglienza turistica da ripensare, cominciando proprio dal percorso che migliaia di visitatori affrontano appena scesi dal treno.










