Cava Iuliano, cinque no e il sì della Provincia. Il Comune però lascia spiragli per sanare gli ostacoli al progetto

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Raffaele De Rosa, funzionario del Comune di Caserta
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CASERTA – Cava Iuliano a Caserta, stop temporaneo in conferenza di Servizi: pioggia di no dagli enti, ma la Provincia dà parere favorevole. E anche il Comune di Caserta non ha espresso parere negativo ma ha chiesto integrazioni. Si preannuncia un percorso sempre più complesso per il progetto presentato dalla società Iuliano S.r.l. in merito al sito estrattivo di Caserta. Nel corso della Conferenza di Servizi svoltasi mercoledì sono emersi forti elementi di criticità e una netta spaccatura tra gli enti territoriali e di tutela preposti alla valutazione dell’opera. Durante la seduta sono stati infatti formalizzati i pareri non favorevoli di Asl Caserta, Arpac, Reggia di Caserta e Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio. Non favorevole anche il parere del Comune che però ha lasciato spiragli per sanare alcune incompatibilità del progetto presentato. A questi si aggiungono i rilievi sollevati dalla polizia municipale di Caserta, che ha evidenziato sensibili problematiche legate alla viabilità cittadina e all’accessibilità dell’area di cava.

In controtendenza la posizione della Provincia di Caserta, che ha espresso parere favorevole attraverso il responsabile del Servizio Forestazione, ingegner Egidio Russo, e l’istruttore tecnico Francesco Ciarmiello. Il Comune di Caserta, rappresentato dall’architetto Raffaele De Rosa (ex vicesindaco di Casapesenna) per la posizione organizzativa Ambiente ed Ecologia, ha invece sospeso il proprio giudizio richiedendo formali integrazioni documentali. La conferenza non si è conclusa: alla società proponente è stato concesso un termine per presentare controdeduzioni e chiarimenti tecnici, con il rinvio dei lavori alla prossima seduta fissata per il 18 novembre 2026. I dati emersi nel corso del tavolo istituzionale hanno riacceso l’allarme tra le realtà civiche e associative del territorio. In una nota congiunta, le sigle Ambiente e Diritti Calpestati – Caserta, Comitato No Cave, Comitato di quartiere Centurano-Cerasola, Giardinieri senza Frontiere e la parrocchia di San Bartolomeo hanno espresso profonda preoccupazione per l’impatto potenziale dell’opera sulla salute pubblica, sulla qualità dell’aria, sulla viabilità e sulla tutela del patrimonio storico, con particolare riferimento all’acquedotto Carolino.

I comitati bollano inoltre come inaccettabile la prospettiva di una variante urbanistica intesa a consentire la realizzazione di un impianto autonomo di trattamento dei rifiuti inerti speciali in un’area attualmente classificata a destinazione agricola. Una simile modifica urbanistica, sottolineano i rappresentanti dei cittadini, non annullerebbe i rischi sanitari e ambientali già rimarcati dagli organi tecnici competenti. Le associazioni hanno garantito che seguiranno il procedimento fino alla decisione finale della Regione Campania del 18 novembre, chiedendo priorità assoluta per la tutela della salute e dell’ambiente casertano. Come reso noto dall’attivista Francesca Brizzi, la relazione dell’Azienda Sanitaria Locale boccia la proposta d’intervento evidenziando gravissime criticità sia sul versante della tutela dell’ecosistema, sia su quello della salute pubblica. L’analisi condotta dai tecnici della prevenzione, che hanno vagliato la documentazione integrando anche i rilievi presentati dai comitati di quartiere, descrive un quadro di saturazione ecologica preesistente: l’area è classificata come “Zona Altamente Critica”, piegata da frequenti e prolungati sforamenti dei limiti della qualità dell’aria.

I dati parlano chiaro, evidenziando come nel solo corso del 2025 si siano registrati ben 42 superamenti del limite giornaliero consentito per le polveri sottili Pm10, con un trend negativo proseguitosi inesorabilmente anche nel 2026. Ad appesantire la posizione dell’Asl si aggiungono profonde lacune sul piano documentale. Nel fascicolo firmato dai promotori dell’opera mancano infatti elementi conoscitivi cruciali: dai dati epidemiologici della popolazione locale alle stime sulle emissioni cumulative prodotte dal traffico di mezzi pesanti indotto dall’impianto, fino a un’analisi di rischio sanitario strutturata e a un solido piano di monitoraggio periodico. Mancanze strutturali che, di fatto, impediscono l’attivazione della valutazione di impatto sanitario.

Attese adesso le eventuali integrazioni. Con cinque pareri negativi, uno favorevole e uno contrario ma con riserva la partita adesso si gioca sulla stesura del verbale che dovrà essere redatto comunque prima del prossimo 18 novembre. In particolare è atteso il verbale per quanto riguarda proprio la posizione del Comune che ad inizio seduta della riunione dell’altro ieri ha annunciato un parere non favorevole salvo poi con chiudere definitivamente la porta al via libera con una necessità di verificare una possibile variante urbanistica per concedere il sì.

Intanto il Comune di Caserta ribadisce di aver espresso, in sede di conferenza dei servizi, parere non favorevole alla possibilità di riuso industriale/produttivo del sito, opponendosi al progetto di insediamento di un impianto per la ricezione e il trattamento di rifiuti speciali non pericolosi. Il Comune, poi afferma di non aver mai proposto di valutare l’adozione di una variante urbanistica che renderebbe possibile nell’area, classificata come agricola, un insediamento produttivo.
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Antonio Casapulla
Giornalista dal 1992, marito e padre. Ama il basket americano, l'antropologia culturale, i fumetti degli anni Ottanta e il cibo della tradizione contadina casertana. Nel corso della sua carriera ha seguito con grande professionalità soprattutto le vicende relative alla criminalità organizzata in provincia di Caserta, maturando un'esperienza sul campo che fa di lui, oggi, uno dei maggiori esperti della storia del clan dei Casalesi in Italia. Nel corso degli anni si è occupato di politica, sport e problematiche del territorio, tanto nelle città quanto nei piccoli centri di provincia, dove la copertura informativa è spesso carente. Insomma, è uno in grado di tirare fuori notizie interessanti anche in quei luoghi nei quali, apparentemente, non si muove una foglia.

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