L’allenatore dell’Inter, Cristian Chivu, ha presentato in conferenza stampa la sfida di campionato contro il Parma, la prima dopo la sosta per le nazionali. Il tecnico ha affrontato diversi temi cruciali, dalla gestione dei giocatori rientrati dagli impegni internazionali alle condizioni fisiche di alcuni elementi chiave della rosa.
Il punto centrale del suo intervento ha riguardato la gestione del gruppo. “Ci siamo visti tutti solo da tre giorni”, ha spiegato, sottolineando la necessità di non sovraccaricare chi ha giocato molto. “Non possiamo trascurare il minutaggio di quelli in nazionale, non vogliamo metterli a rischio. Abbiamo a che fare con professionisti abituati a giocare ogni tre giorni, ma bisogna capire l’avversario e il periodo”.
Il tecnico ha poi fornito aggiornamenti importanti su alcuni singoli. Riguardo a Hakan Calhanoglu, ha confermato la sua piena disponibilità: “Si allena da una settimana con il gruppo senza vincoli. È a disposizione”. Ha anche voluto fare chiarezza su una presunta polemica: “Se non è andato a vedere i suoi compagni della Turchia, il problema sono stato io. Ho fatto allenamento nel tardo pomeriggio e ci tenevo che fosse presente, altrimenti gli avrei dato un giorno di riposo”.
Chivu ha risposto anche alle recenti dichiarazioni di Zvonimir Boban su Petar Sucic. “Le opinioni le commento poco, Boban è un grande e so perché ha detto queste cose. Non voglio creare polemiche dove non ci sono”. Ha aggiunto che il giocatore non è stato dimenticato, ma è ancora un po’ indietro di condizione e sta lavorando seriamente per dimostrare il suo valore.
Sul piano tattico, l’allenatore ha ribadito che i principi di gioco contano più del modulo. “Non abbiamo una garanzia che giocando a 4 si possa vincere e non l’abbiamo neanche se giochiamo a tre. La cosa più importante è essere costruiti per fare un determinato tipo di gioco”. Ha sottolineato la necessità di migliorare nella gestione dei momenti delle partite, trovando il giusto equilibrio tra la capacità di reazione e la maturità nel difendere.
L’allenatore ha anche elogiato la duttilità, portando come esempio Diouf, che ha visto giocare sulla fascia sinistra con la Francia: “Mi è anche piaciuto. A me fa piacere quando un giocatore capisce che la versatilità è importante. Più cose sai fare, più crescono le possibilità di giocare”.
Infine, ha liquidato le etichette di “anti-Inter” come premature. “Perché non si parla di anti-Roma, Como, Juventus, Milan? È ancora presto per parlare di chi è anti di chi”. Ha concluso ribadendo la mentalità della squadra: “Abbiamo imparato a non sottovalutare l’avversario. Siamo consapevoli che nulla sia scontato e che nessuno ci regali nulla. Abbiamo qualità e fiducia per prenderci ciò che meritiamo”.


