Chivu traccia il bilancio: Orgoglioso dei giovani Inter

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Cronache sport calcio
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L’Inter Primavera ha mandato in archivio la sua stagione e il tecnico Cristian Chivu ha tracciato un bilancio carico di orgoglio per il percorso compiuto dalla sua squadra. L’allenatore ha sottolineato la crescita del gruppo e il potenziale dei singoli, guardando con fiducia al loro avvenire in maglia nerazzurra.

“Andava onorata la maglia e tutto ciò che di buono abbiamo fatto”, ha esordito Chivu nell’analizzare l’impegno finale del campionato. “I ragazzi si sono messi a disposizione e hanno dato il massimo. Chi è entrato dalla panchina ha portato nuova energia, fornendo un contributo importante al collettivo”.

L’attenzione del tecnico si è concentrata in particolare sui talenti che si sono messi in luce, come il difensore Cocchi, classe 2007, e l’assist-man Topalovic, del 2006. Grande soddisfazione anche per i progressi di altri giovani: “Sono contento per Cocchi e Topalovic, ma anche per Diouf e per Pio Esposito, che è riuscito ad andare in doppia cifra con i gol. Tutti loro meritano di giocare nell’Inter”.

Chivu ha poi parlato della sfida che attende questi ragazzi: il passaggio al calcio dei professionisti. “Abbiamo fatto assaggiare loro il livello della Serie A. Sappiamo che fare il salto non è semplice, ma è fondamentale che inizino ad abituarsi a certi ritmi e a una certa pressione. Il loro futuro è tutto nell’Inter”.

Il tecnico ha avuto parole di elogio specifiche per alcuni elementi come Martinez e Diouf, apprezzandone la maturità. “Vedremo quale ruolo avranno in futuro. Sono contento per la loro pazienza, hanno dimostrato di possedere qualità e motivazione. Possono stare tranquillamente in questa squadra, il merito è loro e dei compagni che li hanno accolti nel modo giusto”.

Alla classica domanda sul mercato e su cosa servirebbe alla squadra, Chivu ha risposto con una battuta che rivela tutta la stanchezza accumulata: “Adesso serve una vacanza”. L’allenatore ha spiegato la necessità di staccare dopo un’annata logorante. “È un anno e tre mesi che sono in un frullatore, non ho potuto godermi nulla”.

La priorità per l’estate è chiara e non riguarda il calcio. “Dedicherò il mio tempo alla mia famiglia, se lo merita. Ci sono degli obblighi da padre e da marito che intendo rispettare. Avrò finalmente tempo per mia moglie e le mie figlie, senza stare sempre attaccato al telefono”.

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