L’allenatore del Como, Cesc Fabregas, ha offerto una lucida analisi al termine della vittoria per 2-0 ottenuta contro il Sassuolo. Il tecnico spagnolo ha scomposto la partita in due fasi distinte, evidenziando come una correzione tattica durante l’intervallo sia stata fondamentale per conquistare i tre punti e per il percorso di crescita della sua squadra nella massima serie.
“Penso che abbiamo cambiato qualcosa nell’intervallo”, ha esordito l’allenatore. La chiave, secondo la sua stessa ammissione, è stata una valutazione iniziale errata. “Nel primo tempo ho sottovalutato la qualità di Matic, un errore che avevamo già commesso l’anno scorso quando abbiamo perso contro di lui. È un giocatore che deve essere pressato per tutta la partita”.
La libertà concessa al centrocampista serbo nei primi 45 minuti aveva permesso al Sassuolo di controllare il gioco. La direttiva per la ripresa è stata quindi perentoria: impedire a Matic di giocare. “Non possiamo lasciarlo ragionare. Una volta che abbiamo iniziato a pressarlo con aggressività, loro hanno perso fiducia e le loro trame di gioco si sono spente”.
Questa mossa ha innescato una reazione veemente da parte della squadra. “Abbiamo fatto un grande secondo tempo, mostrando una voglia di vincere che era mancata nella prima frazione”, ha proseguito Fabregas. “Mi è piaciuta molto la reazione del gruppo, ha dimostrato carattere e capacità di apprendimento”.
Il tecnico ha poi svelato un curioso retroscena che testimonia il rapporto di amicizia che lo lega proprio a Nemanja Matic. A fine gara, i due si sono parlati. “Lui è mio amico, gli ho detto: ‘Scusami, ma abbiamo dovuto pressarti senza sosta, altrimenti avresti giocato da solo’. La sua risposta è stata brillante”.
Matic, con ironia, gli ha replicato: “Ricordati che il miglior calcio della tua carriera l’hai giocato con me al tuo fianco”. Un simpatico scambio di battute che ha chiuso una sfida intensa sul campo, confermando il rispetto reciproco tra i due ex compagni di squadra.
Oltre l’analisi tattica, Fabregas ha ampliato il discorso alla gestione complessiva della stagione. “Non si può andare sempre a mille, è impossibile. Se vogliamo essere la squadra che ho in mente, bisogna trovare l’energia giusta per ogni momento”. Questa consapevolezza rappresenta una nuova fase per il Como.
La soluzione, ha spiegato, risiede nella fiducia totale verso l’intera rosa. “L’energia si trova solo se l’allenatore crede in tutti i suoi giocatori, sapendo di poter cambiare spesso e dare opportunità a chiunque. La stagione è fatta di mille momenti diversi e stiamo imparando a capirli per trarne vantaggio”.
Un aspetto cruciale di questa nuova avventura in Serie A è l’adattamento ai ritmi imposti dal calendario. “Il Sassuolo ha avuto otto giorni per preparare la partita, noi no. Questa è una delle grandi differenze rispetto all’anno scorso e dobbiamo abituarci in fretta”.
L’esempio concreto è già alle porte. “Martedì giocheremo contro il Torino, che ha disputato la sua partita 24 ore prima di noi. Ogni dettaglio conta e la gestione del recupero diventa fondamentale”. La squadra sta sperimentando sulla propria pelle cosa significhi competere ai massimi livelli, dove il calendario non fa sconti. Il percorso di crescita del Como passa inevitabilmente da questa nuova e impegnativa realtà.



