Como, la visione di Fabregas: “Crescita e cautela”

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Cronache Mercato
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Cesc Fabregas, tecnico del Como, ha parlato ai microfoni di DAZN nel pre-partita della sfida contro il Napoli, delineando la filosofia che guiderà la squadra lombarda nel suo percorso in Serie A. Le sue parole hanno offerto una visione chiara sulla gestione della squadra, sulle ambizioni e sulla crescita dei singoli talenti.

L’allenatore ha subito messo in chiaro che non ci sarà un “cambio di status” per la sua squadra. “Non lo vedo, proviamo sempre a crescere”, ha dichiarato, sottolineando l’importanza di un approccio misurato. “Si possono fare le cose con tranquillità, abbiamo le idee chiare, siamo trasparenti e tranquilli”. Un messaggio volto a smorzare le pressioni esterne e a concentrare l’attenzione sul lavoro quotidiano.

Fabregas ha insistito sulla necessità di un approccio intelligente alle partite. “L’impatto è importante, è una partita che si deve giocare con tanta intelligenza”, ha spiegato. “Dopo trenta minuti a correre dietro agli avversari si fa fatica, dobbiamo saper gestire i momenti”. Questa capacità di amministrare le diverse fasi del match sarà un elemento chiave per la competitività del Como.

Un passaggio significativo è stato dedicato al giovane Mattia Liberali. L’allenatore ha espresso grande ammirazione per l’atteggiamento del giocatore. “Mi è piaciuto molto l’anno scorso perché per sei mesi non giocava mai e poi è risultato il migliore della Serie B”, ha raccontato Fabregas. La determinazione del ragazzo lo ha colpito profondamente: “Lui mi ha detto che sarebbe venuto qui a giocarsela, sapendo che c’era Paz davanti. Quando me lo ha detto mi sono alzato”.

Queste parole evidenziano la mentalità che il tecnico ricerca nei suoi giocatori: fame, ambizione e la volontà di lottare per un posto, anche partendo da una posizione di svantaggio. L’elogio pubblico a Liberali serve sia come riconoscimento per il singolo, sia come esempio per tutto il resto del gruppo.

Infine, Fabregas ha condiviso una riflessione sulle ambizioni future, basandosi sulla sua vasta esperienza internazionale. “Ho avuto l’opportunità di giocare tante volte nei campionati per poi giocare in Champions. Se non si è pronti si possono prendere delle imbarcate”, ha avvertito. Un monito chiaro per mantenere i piedi per terra ed evitare passi più lunghi della gamba.

Per il tecnico, la crescita passa attraverso il potenziamento mirato della rosa. “Abbiamo alzato il livello, con giocatori come Milla, che ritengo sottovalutato, possiamo ricostruire una squadra”. Ha concluso con una massima importante: “I giocatori di livello non ti garantiscono per forza una squadra di livello”. La coesione del gruppo e l’identità di gioco rimangono i pilastri del progetto tecnico.

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