Il recente successo europeo contro il Lipsia ha rappresentato solo l’ultimo traguardo per il Como. In 28 mesi, la squadra è passata dalla Serie B a disputare la Champions League, proponendosi ora come una seria contendente anche per lo scudetto in Serie A. Un percorso netto, senza crisi o passi falsi, che ha visto il club crescere costantemente.
L’ascesa è iniziata il 10 maggio di due anni fa con la promozione nel massimo campionato dopo 21 anni di assenza. Nella prima stagione, l’obiettivo salvezza è stato superato con un decimo posto, mentre nella seconda è arrivata la qualificazione alla massima competizione europea. Il debutto con una vittoria netta ha confermato la solidità di un progetto partito da categorie inferiori.
La visione strategica è della famiglia Hartono, proprietaria del club dal 4 aprile 2019. Mirwan Suwarso, presidente che gestisce la società, ha paragonato il progetto a un ecosistema integrato e connesso. Quando la proprietà ha rilevato il club, reduce da fallimenti, il Como militava in Serie D. Dopo una rapida doppia promozione, la crescita in Serie B ha richiesto un cambio di passo.
La svolta è arrivata con la scelta di Cesc Fàbregas. Già giocatore del club, lo spagnolo è stato promosso dalla Primavera alla guida della prima squadra al posto di Moreno Longo. La decisione, presa da Suwarso, non è dipesa da una crisi di risultati, ma dalla volontà di imprimere una nuova mentalità e un’identità di gioco precisa. “Fàbregas è l’architetto del progetto e dà la linea”, ha spiegato il presidente.
L’allenatore è il filo conduttore, ma il successo si basa anche su figure chiave in campo. Il capitano Lucas Da Cunha, arrivato dal Nizza nel gennaio 2023, è l’unico titolare superstite dell’era della Serie B e rappresenta un ponte con il passato. Il suo legame con Fàbregas è iniziato quando il catalano era ancora un suo compagno di squadra.
Il mercato ha supportato la crescita con acquisti mirati. L’ingaggio di Raphael Varane, dopo una sola presenza, si è concluso con il suo ingresso nello staff dirigenziale. Altri colpi si sono rivelati fondamentali: l’investimento su giovani talenti come Nico Paz, diventato un pilastro della squadra, e gli acquisti di Tasos Douvikas e Assane Diao, subito a segno in Champions League, hanno dimostrato la capacità del club di operare con intelligenza.
Il quarto posto dello scorso campionato e la semifinale di Coppa Italia hanno certificato l’ingresso del Como nell’élite del calcio italiano. Ora la squadra sta dimostrando il suo valore anche in Europa, con una scalata che non sembra volersi fermare.





