Una battuta d’arresto da considerare come una tappa nel processo di crescita. Secondo Cesc Fabregas, la sconfitta subita a Rotterdam contro il Feyenoord non deve generare drammi. “Per noi è la prima volta in Europa e continuiamo ad imparare”, ha affermato il tecnico spagnolo, assumendosi la piena responsabilità del risultato e di alcune scelte.
La trasferta in terra olandese ha però certificato il momento opaco dei lariani, reduci da una sconfitta e un pareggio nelle ultime due uscite in Serie A. Il momento no della squadra coincide con quello della sua stella più attesa, Nico Paz, che contro gli olandesi è stato schierato come “falso nueve” per sopperire all’assenza dell’infortunato Moise Kean e di Tasos Douvikas, entrato solo nella ripresa e autore del gol della bandiera.
Quando il talento argentino riesce a esprimersi al meglio, l’intera manovra della squadra ne trae beneficio. In caso contrario, il gioco risulta prevedibile e farraginoso. Durante l’incontro, a causa delle difficoltà dei compagni nel palleggio, il giocatore si è spesso abbassato per partecipare alla costruzione, lasciando a Martin Baturina il compito di agire da terminale offensivo.
Questa scelta tattica, tuttavia, lo ha allontanato dalla porta, riducendone l’efficacia sulla trequarti avversaria. Le statistiche della sua partita sono impietose: un solo tiro verso la porta, peraltro ben controllato dal portiere, e ben 13 palloni persi. Dati negativi che si sommano a quelli registrati finora in campionato.
Il classe 2004 ha segnato una sola rete in sei presenze, il 4 settembre contro il Genoa, per poi fermarsi e fornire un solo assist nella gara successiva contro il Parma. Un rendimento deludente, soprattutto se confrontato con quello offerto nello stesso periodo della stagione 2025, quando aveva già messo a referto tre gol e altrettanti passaggi vincenti.
L’ex Real Madrid paga certamente le fatiche del Mondiale e il rientro in squadra a metà agosto, che gli ha fatto saltare gran parte della preparazione estiva. Eppure, a inizio ottobre ha brillato con la maglia della Nazionale argentina, segnando contro Bolivia, Burkina Faso e Benin, proprio nella partita di addio alla Seleccion di Lionel Messi. Prestazioni che hanno spinto molti a designarlo come l’erede del fuoriclasse otto volte Pallone d’Oro.
La società ha dimostrato piena fiducia nel suo potenziale, investendo 60 milioni di euro in estate per acquistarlo a titolo definitivo dal Real Madrid. In conferenza stampa, Fabregas lo ha difeso pubblicamente: “C’è quel momento di alti e bassi ma non sono preoccupato”. L’allenatore, tuttavia, nella precedente annata non ha esitato a escluderlo dai titolari per stimolarlo.
Domenica il calendario proporrà la trasferta di Firenze. Un appuntamento che rievoca dolci ricordi al fantasista, che proprio allo stadio “Franchi”, il 21 settembre 2025, si era reso immarcabile e decisivo per la vittoria della sua squadra. Fabregas spera di rivedere quella versione, capace di agire in modo letale tra le linee e di svariare a supporto della prima punta.





