Marco Simone, storico ex attaccante del Milan, ha concesso un’intervista a La Gazzetta dello Sport in cui ha condiviso le sue riflessioni sulla situazione attuale del club. L’ex giocatore ha espresso una certa preoccupazione per la strategia societaria, basata su continui cambiamenti che, a suo dire, rendono difficile puntare alla vittoria.
“Il Milan per me resta il mio grande amore calcistico, ma ultimamente sta cambiando molto ogni anno. Vincere così è difficile”, ha dichiarato Simone. Ha sottolineato come la stagione sia appena iniziata e sia necessario concedere tempo al nuovo tecnico e ai calciatori per adattarsi, ma ha ribadito il concetto principale: “È chiaro che cambiando sempre tutto diventa più difficile”.
L’ex centravanti ha poi fatto un paragone con il suo Milan, una struttura consolidata dove i nuovi arrivati si inserivano più facilmente. “Quando dei giocatori arrivavano in una struttura ben avviata come la nostra, per loro era più facile inserirsi e rendere subito al top”. La stabilità del progetto tecnico rappresentava un vantaggio competitivo che oggi sembra mancare.
Dal suo punto di vista di tifoso, la preoccupazione è legata agli obiettivi stagionali. “Da tifoso sono preoccupato se il Milan non ambisce a vincere lo scudetto”, ha ammesso, suggerendo che un club di tale blasone dovrebbe sempre competere per il massimo traguardo. Secondo la sua visione, i rossoneri al momento fanno parte del “gruppone delle inseguitrici”.
L’analisi si è poi spostata su uno dei nuovi acquisti, Gonçalo Ramos. “Il suo valore non è in discussione, ma mi aspettavo che qualche difficoltà la incontrasse”, ha spiegato Simone, attribuendo le prime incertezze del portoghese al diverso stile di gioco rispetto al PSG. Ha aggiunto che le prestazioni dell’attaccante miglioreranno di pari passo con la crescita della proposta offensiva della squadra.
Simone ha anche offerto una riflessione più ampia sul calcio moderno, che a suo parere offre maggiori vantaggi agli attaccanti. “Quanti goal avrei fatto nel calcio di oggi? Non lo so, però avrei di sicuro più occasioni”. Ha evidenziato come le difese del suo tempo fossero più arcigne, mentre le regole attuali e una maggiore severità arbitrale tutelano di più i giocatori offensivi.
Infine, ha tracciato una mappa delle forze del campionato di Serie A, definendosi “un po’ disinnamorato” per l’eccessiva presenza di nomi stranieri. Ha indicato l’Inter come la squadra più attrezzata per la vittoria finale grazie a una rosa “ampia e forte”. Ha collocato il Milan nel gruppo che insegue, insieme a Roma, Juventus, Napoli e Lazio, specificando che per insidiare i cugini nerazzurri sarà necessario “un salto in avanti a livello di reti e gioco espresso”.





