Comunali a Caserta, malumori nel centrodestra per la candidatura di Gianpiero Zinzi

Ma la discesa in campo del deputato leghista non va giù all’europarlamentare Aldo Patriciello: Zinzi non lo ha sostenuto alle elezioni europee.

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Zinzi Gianpiero
Zinzi Gianpiero

Il nome di Gianpiero Zinzi divide ancora il centrodestra. Questa volta si parla delle prossime sfide elettorali, in vista delle quali nel grande risiko del centrodestra campano, le caselle sembrano ormai assegnate. Gli accordi regionali e nazionali tra gli alleati avrebbero già definito la spartizione delle candidature nei principali capoluoghi in vista delle prossime amministrative: a Napoli toccherà a Forza Italia indicare il candidato sindaco, a Benevento la scelta sarà affidata a Fratelli d’Italia, mentre a Caserta spetterà alla Lega.

Ed è proprio nel capoluogo casertano che i lavori stanno procedendo con maggiore rapidità. Perché il nome individuato, sebbene non ancora ufficializzato, sarebbe ormai quello del deputato leghista. Una candidatura che agita e divide il centrodestra. C’è chi la vede come una soluzione inevitabile, chi la sostiene per spirito di fedeltà alla coalizione e chi, invece, la considera un ripiego imposto dalle circostanze.

Non è la prima volta che Zinzi tenta la scalata al Comune di Caserta. Già nella scorsa tornata elettorale il parlamentare leghista corse per la fascia tricolore, ma venne sconfitto dal sindaco uscente del centrosinistra Carlo Marino. Una débâcle che pesa ancora oggi nei ragionamenti del centrodestra, soprattutto perché nel frattempo il quadro politico non sembra essersi evoluto a favore della Lega.

Ma allora perché proprio Zinzi? La risposta starebbe in una serie di concause politiche e personali che hanno progressivamente ristretto il campo. Innanzitutto, la rottura dei rapporti con Maurizio Del Rosso, che per mesi era stato considerato il candidato naturale verso la sindacatura di Caserta. La sua fuoriuscita dai radar del centrodestra avrebbe lasciato il Carroccio senza figure realmente competitive da mettere in campo nel capoluogo.

E così la Lega si sarebbe ritrovata costretta a ripiegare proprio su Zinzi. Non soltanto per mancanza di alternative, ma anche perché per il deputato campano gli spazi per una ricandidatura parlamentare appaiono oggi molto più stretti rispetto al passato. Con il partito di Matteo Salvini in evidente difficoltà nei sondaggi, soprattutto al Sud, una sua rielezione alle prossime politiche non sarebbe affatto scontata.

La corsa a sindaco di Caserta diventerebbe quindi anche una partita personale, quasi un piano B necessario per restare centrale nello scacchiere politico campano. Il problema, però, è che la candidatura nascerebbe già zavorrata da molteplici criticità. La prima riguarda la debolezza strutturale della Lega in Campania.

Il partito salviniano non è mai riuscito davvero a radicarsi sul territorio, tanto da essere spesso costretto, nelle competizioni locali, a presentarsi senza simbolo (leggi il precedente) per evitare l’effetto rigetto di una terra storicamente diffidente verso la tradizione della Lega Nord. Un marchio percepito ancora da ampie fasce dell’elettorato come culturalmente distante dal Mezzogiorno.

La seconda criticità riguarda invece gli equilibri interni allo stesso mondo leghista. Perché sul percorso di Zinzi potrebbe pesare l’ostilità di uno dei grandi ras elettorali del partito nel Sud: l’europarlamentare Aldo Patriciello (la scheda). A Caserta Patriciello conserva infatti un consenso personale robustissimo, costruito negli anni attraverso una rete politica capillare. E difficilmente, raccontano fonti del centrodestra, sarebbe disposto a sostenere la corsa di Zinzi.

Alla base ci sarebbe anche una ruggine politica recente. Alle ultime elezioni europee, infatti, Zinzi non avrebbe sostenuto Patriciello, scegliendo altre traiettorie e altri equilibri interni. Un mancato appoggio che oggi rischia di trasformarsi in un conto politico da pagare. E in una competizione comunale che si annuncia già difficile, perdere anche solo una fetta dell’elettorato riconducibile all’eurodeputato potrebbe rivelarsi fatale.

Così, mentre il centrodestra prova a chiudere il cerchio sulle candidature campane, Caserta rischia già di trasformarsi nel primo vero terreno minato della coalizione. Perché il nome di Zinzi, più che una scelta condivisa, appare come il risultato di un equilibrio fragile: una candidatura nata per necessità più che per entusiasmo. E che potrebbe trascinarsi dietro, fin dal primo giorno, tutte le contraddizioni di una Lega meridionale ancora in cerca di identità, consenso e classe dirigente.

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