Consip, la procura chiede il processo per 7. Rischiano il rinvio a giudizio Lotti due generali dell’Arma

La procura di Roma vuole portare in tribunale anche il generale Saltalamacchia e il maggiore Scafarto

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ROMA – Caso Consip, la procura di Roma chiede il processo per Luca Lotti ed altri  6 imputati. Oltre all’ex ministro a rischiare il rinvio a giudizio ci sono pure Filippo Vannoni, già consigliere economico di Palazzo Chigi, Tullio Del Sette, ex comandante generale dell’Arma dei carabinieri, il generale Emanuele Saltalamacchia, il maggiore Gianpaolo Scafarto, Carlo Russo, imprenditore, e il colonnello Alessandro Sessa.

A firmare la richiesta sono stati il procuratore Giuseppe Pignatone, l’aggiunto Paolo Ielo e il sostituto Mario Palazzi.

Le imputazioni

Lotti è accusato di favoreggiamento. Stando alla tesi degli inquirenti, l’ex ministro renziano avrebbe rivelato a Luigi Marroni l’esistenza dell’inchiesta sulla Centrale acquisti della pubblica amministrazione.

Sarebbe stato proprio Marroni, successivamente, ad ammettere che a parlargli dell’indagine fu Lotti. Stesso reato viene contestato a Saltalamacchia. Ad essere ‘favorito’, anche in questo caso, sarebbe stato Marroni. L’ufficiale, secondo la ricostruzione degli investigatori, invitò l’imprenditore alla prudenza perché era in atto un’inchiesta della procura di Napoli.

Di favoreggiamento risponde pure Vannoni. Nella richiesta di processo è stata inserita, inoltre, la posizione di Scafarto, già capitano del Noe. L’ufficiale avrebbe svelato informazioni a Marco Lillo, vicedirettore del Fatto Quotidiano. Al giornalista, secondo gli inquirenti, il carabinieri ha confidato il contenuto degli interrogatori di Ferrara e Marroni e il coinvolgimento nell’indagine di Del Sette.  Millantato credito è l’accusa contestata all’imprenditore Russo. L’ex comandante generale dell’Arma, invece, è accusato di rivelazione di segreto d’ufficio.

 

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Giuseppe Tallino
Giornalista professionista casertano, si occupa soprattutto di cronaca giudiziaria e di cronaca nera. Negli ultimi anni si è dedicato alle inchieste sugli intrecci tra criminalità organizzata e mondo politico e imprenditoriale. I suoi articoli sono stati ripresi da numerose testate nazionali e per questo è intervenuto in alcune trasmissioni televisive di inchiesta sulle principali reti nazionali, tra le quali Report e Far West su Rai Tre e '100Minuti' su La7. Per le sue inchieste è finito nel mirino di Augusto La Torre, boss di Mondragone. Per tale ragione, la Prefettura di Caserta ha disposto misure di tutela nei suoi confronti. Del caso si sono occupati anche l’Ordine dei giornalisti della Campania e l’Osservatorio Ossigeno per l’Informazione.

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