NAPOLI – I costi dei progetti per i lavoratori del Consorzio unico di bacino sono coperti fino a giugno 2028: i ritardi nei pagamenti sono dovuti ai vincoli posti dall’Unione europea. Se ne è parlato ieri mattina all’assessorato all’Ambiente della Regione nella riunione convocata per fare il punto sul futuro lavorativo e sulle garanzie economiche del personale. Attualmente i lavoratori sono impiegati nel programma straordinario dei rifiuti. Al tavolo l’assessora all’Ambiente Claudia Pecoraro, il direttore generale della Direzione regionale al ciclo integrato dei rifiuti Antonello Barretta, l’architetto Mario Biondi. Per il Consorzio Unico era presente il liquidatore Francesco Paolo Ventriglia.
Il confronto si è concentrato su due tematiche centrali: il pagamento preciso e puntuale delle indennità del programma straordinario e l’applicazione della legge regionale Campania 14 del 2016 (“Norme di attuazione della disciplina europea e nazionale in materia di rifiuti”). Queste norme riguardano fra l’altro la tutela occupazionale e l’obbligo di riassorbimento (spesso non assicurato) del personale già impegnato nel ciclo dei rifiuti (come appunto i dipendenti del Consorzio Unico). Inoltre viene regolata l’attività straordinaria in attesa della completa operatività degli Ambiti territoriali ottimali (Ato).
In merito alle indennità economiche, i fondi dedicati al programma straordinario dei rifiuti sono pienamente coperti fino a giugno 2028. L’assessora Pecoraro ha chiarito che i ritardi riscontrati nei pagamenti non sono imputabili a responsabilità del liquidatore Ventriglia né della Regione. Questi rallentamenti derivano unicamente dai vincoli procedurali stabiliti dalla Comunità Europea per lo sblocco dei fondi. Nel corso della discussione, Orlando Cioffi e Antonio Liguori del sindacato Cnal Italia Victrix hanno sottolineato l’esigenza di accelerare i tempi di assorbimento dei lavoratori. La copertura al 2028 deve costituire una rete di protezione e non un motivo di stallo per il percorso occupazionale.
A questo proposito i lavoratori chiedono l’avvio effettivo degli Ato nelle cinque province campane, ritenuto l’unico strumento idoneo al reale riassorbimento della forza lavoro. Il tutto , in continuità con le comunicazioni già inviate e con l’interrogazione consiliare presentata attraverso il capo dell’opposizione Gennaro Sangiuliano. La proposta punta anche a provincializzare il comparto, consentendo all’impiego del personale di avvenire nelle rispettive province di residenza per preservare la stabilità sociale e politica. L’assessora Pecoraro si dichiara d’accordo con le indicazioni emerse, rendendo noto che la Regione ha intrapreso i primi contatti con gli Ambiti territoriali. Per dare continuità a questo processo, è in programma un tavolo tecnico in stretta sinergia con l’assessorato regionale al Lavoro.
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