Inchiesta Alta Velocità, 29 indagati a piede libero. Nessun provvedimento per Camillo e Pasquale Belforte

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NAPOLI – Non soltanto i venti destinatari delle misure. Nell’ordinanza sull’Alta velocità figurano altri ventinove indagati per i quali il gip non dispone misure personali. Per undici il giudice riconosce gravi indizi, ma esclude esigenze cautelari attuali, richiamando il carattere episodico delle condotte o l’assenza di elementi recenti sul rischio di reiterazione. Sono Giovanni Gentile e Marco Miraglia, per il presunto scambio corruttivo legato a favori a Gentile Ambiente; Antonio Amato (nel tondo), attuale vicepresidente dell’Unione industriale di Napoli, e Diego Pellicioli, per le presunte false fatture relative a un’imbarcazione; Giuseppe Malagnino, Vincenzo Metelli, Marco Ricci e Nicola Niki Camiscia, per l’episodio corruttivo del Natale 2023; Mauro Derna, per quello dei pacchi natalizi del 2024. Completano il gruppo Eduardo De Gaetano, promoter finanziario, accusato di favoreggiamento per avere informato Dante Salzillo di accertamenti bancari della Finanza, e Harrison Vozza, coinvolto nella presunta falsa fatturazione degli orologi.

Senza misure personali anche Pasquale e Camillo Belforte, rispettivamente cugino e figlio del capoclan dei Mazzacane Domenico Belforte, Francesco Giacco, Franco Manno e Gianfranco Gaudiano, coinvolti nel filone associativo. La Procura ipotizzava un sistema attraverso il quale il clan Belforte avrebbe potuto inserirsi nelle commesse pubbliche grazie ai rapporti dei fratelli Dante e Raffaele Salzillo con i responsabili dei cantieri. Ai due imprenditori veniva contestato il concorso esterno nell’associazione mafiosa: avrebbero favorito l’ingresso di imprese ritenute vicine al gruppo e riconducibili a Giacco, Manno e Gaudiano, oltre all’assunzione di persone segnalate dal clan. Pasquale e Camillo Belforte sono indicati dall’accusa come figure apicali del sodalizio. Il capo associativo non figura tra quelli per i quali il gip ha riconosciuto gravi indizi nel riepilogo dell’ordinanza. Per tutti i venti destinatari delle misure personali è stata inoltre esclusa l’aggravante mafiosa.

Nessuna misura personale anche per Romualdo Lampitelli e Giovanni Fatigati, ai quali sono contestate intestazioni fittizie e false fatture, e per Gregorio Ariano, Vincenzo Martino ed Eufemia Moccia, coinvolti nella presunta intestazione fittizia delle quote di Agmoving. Figurano nelle contestazioni corruttive Luciano Vermicelli, Nino Ciampaglia ed Emanuela Rotondella, mentre Angelantonio Santoro compare nel filone della fattura per gadget natalizi che, secondo l’accusa, avrebbe dissimulato l’acquisto di orologi.

Per altri quattro indagati la Procura non aveva chiesto misure personali: Michele Piccolo e Santo Migliaccio, coinvolti nelle contestazioni fiscali, e Luca e Carmine Marinelli, indagati per frode nelle pubbliche forniture in relazione al presunto calcestruzzo non conforme.

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