Covid: 835 nuovi casi, solo 10 ingressi in intensiva nelle ultime 24 ore. Speranza: “I vaccini sono l’arma più forte”

Resta l'incognita variante Delta di cui, come ha spiegato Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione presso il ministero della Salute, arrivano segnalazioni da molte regioni italiane

Foto Cecilia Fabiano/ LaPresse Nella foto: personale sanitario si occupa dei numerosi tamponi che vengono effettuati in ambulatorio

MILANO – Sono 835 i nuovi casi di contagio registrati in Italia nelle ultime 24 ore, a fronte di 192.882 tamponi, tra antigenici e molecolari processati, con il tasso di incidenza che si attesta allo 0,4%, in lieve calo rispetto al giorno precedente (-0,2%). Sono 31, come emerge dal bollettino del ministero della Salute, le vittime del covid nelle ultime 24 ore, mentre sono 4.692 i guariti. Il totale dei guariti da inizio pandemia è di 4.054.008.

I vaccini

Contro il covid, per Roberto Speranza, ministro della Salute è il vaccino “l’arma più forte”. Intervenendo a ‘I cantieri per la sanità del futuro’ al Cnel, Speranza ha spiegato che i vaccini sono “il fattore che ha cambiato le cose è la campagna di vaccinazione, che ci ha permesso un’accelerazione poderosa e che ci consegna una fotografia di più di un italiano su due che ha ricevuto la prima dose. Numeri significativi della vera leva per chiudere questa stagione drammatica”.

Calano i ricoveri

Continuano a calare i numeri dei ricoverati. Nelle terapie intensive sono stati solo 10 gli ingressi nelle ultime 24 ore. Al momento i posti occupati sono in totale 362. In area non critica, invece, sono 2.289 le persone ricoverate, 101 in meno rispetto a ieri.

La variante delta

Resta l’incognita variante Delta di cui, come ha spiegato Gianni Rezza, direttore generale della Prevenzione presso il ministero della Salute, arrivano segnalazioni da molte regioni italiane. “Si sta cercando di fare contenimento”, ha detto in audizione in audizione in commissione Sanità al Senato, facendo il punto su attività di testing, tracciamento, sorveglianza e sequenziamento per il contrasto della pandemia e sulla vaccinazione dei minori anti Covid-19.

Nella campagna vaccinale, “bambini e gli adolescenti non sono l’obiettivo prioritario della campagna di vaccinazione per il Covid”, anche perché “nella stragrande maggioranza dei casi superano brillantemente l’infezione, a meno che non abbiano fragilità e comorbidità”. Rezza invita, in ogni caso, a “tenere conto che possono manifestarsi delle complicanze, che talvolta possono essere gravi”.

L’immunità di gregge

“Non so se raggiungeremo mai l’immunità di gregge, il controllo perfetto di questo virus, probabilmente è un virus che si endemizzerà – ha aggiunto -. Naturalmente per farlo circolare poco dobbiamo vaccinare più persone possibili di tutte le l’età, superando l’80% di copertura. Vaccinare in questa fascia di età non è la prima delle priorità però può essere importante ai fini del controllo dell’infezione”.

Ma l’obbligo vaccinale contro il covid “è l’ultima ratio”. La prima cosa da fare è vaccinare le persone “convincendole”. Solo se, come spiega Silvio Brusaferro, presidente dell’Istituto superiore di sanità, “si dovessero verificare situazioni con percentuali significative di persone che hanno l’indicazione a fare il vaccino e non lo fanno, si faranno altre valutazioni”.

(LaPresse/di Laura Pirone)

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